2023, KIEV PERDE LA GUERRA. E IL GIORNALISMO PURE da IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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2023, KIEV PERDE LA GUERRA. E IL GIORNALISMO PURE da IL FATTO

2023, Kiev perde la guerra. E il giornalismo pure

QUELLI CHE “ABBIAMO VINTO NOI” – I mantra su “Putin sconfitto”. Il default, le malattie dello Zar, l’offensiva decisiva: dall’inizio del conflitto, sulla stampa italiana una raffica di notizie e di previsioni mai realizzate

 MARCO TRAVAGLIO  30 DICEMBRE 2023

Sul finire dell’anno è giusto e doveroso rendere omaggio agli esperti della grande politica e della grande stampa italiane, che sulla guerra in Ucraina non hanno mai sbagliato un colpo, anzi hanno dato prova di un’intrepida e insospettata indipendenza dalle veline targate Usa, Nato e Kiev, basando le scelte, le cronache, le analisi e i commenti esclusivamente sulla realtà nuda e cruda riscontrata sul campo. Mica come noi “putiniani”.

Default russo. “La Russia andrà in default entro qualche giorno” (Enrico Letta, segretario Pd, 9.3.2022).

“L’impatto delle sanzioni è clamoroso… La Russia è quasi in default” (Luigi Di Maio, ministro M5S degli Esteri, 12.3).

“Mosca è in default (ma solo tra un mese)” (Giornale, 17.3).

“Il rublo non vale più nulla” (Mario Deaglio, Stampa, 1.3).

“Il default russo ora è a un passo” (Repubblica, 7.4).

“Russia verso il default” (Stampa, 7.4).

“Mosca, crac vicino” (Giornale, 7.4).

“Mosca è più vicina al default” (Messaggero, 7.4).

“Per la Russia è default” (Stampa, 11.4).

“Il massimo impatto delle sanzioni alla Russia sarà in estate” (Mario Draghi, presidente del Consiglio, 31.5). Ma non specifica l’anno e il Paese.

“Le sanzioni avranno un effetto devastante” (Paolo Gentiloni, commissario Ue Economia, 4.6).

Putin morente. “Putin è impazzito, gli resta un anno o forse tre” (Mikhail Khodorkovsky, dissidente, Cnn, 5.4)

“Malato? Invecchiato? Sofferente? Intaccato dalla morte… Uccide i suoi figli due volte” (Massimo Recalcati, Stampa, 6.4).

“Ha un tumore del sangue” (New Lines, 13.5)

“Sta morendo di cancro all’intestino” (Daily Star Daily Telegraph, 7.3).

“Putin ha un tumore alla tiroide e lo cura facendo il bagno nel sangue estratto da corna mozzate di cervo” ( Proekt, quotidiano indipendente russo, 2.4).

“Cura il cancro con i clisteri” (Libero, 2.4).

“Il gonfiore del viso, il problema a una gamba, la fatica a muovere un braccio e il lungo isolamento fisico” (Paolo Mastrolilli, Repubblica, 8.3).

“Gonfiore e scatti d’ira. Sono i farmaci e gli steroidi per il tumore” (Vittorio Sabadin, Messaggero, 14.3).

“Demenza senile o Parkinson” (Stampa, 13.3).

“Problemi alla colonna vertebrale per pregressi traumi sportivi, o una neoplasia al midollo spinale compatibile con difficoltà̀ deambulatorie e irrequietezze posturali… down depressivo ed esaltazione maniacale” (Sandro Modeo, Corriere della sera, 8.3).

“Può anche essere il diabete” (Giornale, 2.4).

“William Burns, capo della Cia: “Putin sembra fin troppo sano” (Rep, 22.7). Pazienza, è andata così.

“Putin è morto? Secondo Zelensky, ‘non è sicuro che sia ancora vivo’. Potrebbe essere una sua controfigura quello che compare sugli schermi” (Messaggero, 19.1.23)

Russia sconfitta. “Putin isolato e in un vicolo cieco” (Maurizio Molinari, Rep, 27.3.22).

“Lo Zar è furioso: gli ucraini stanno umiliando le forze russe” (Margelletti, Stampa, 28.2)

“L’armata rotta dello Zar” (Stampa, 12.3).

“Comunque vada, il fallimento della Russia è già evidente” (Dario Fabbri, Domani, 15.4).

“Il Vietnam dei russi” (Giornale, 18.3).

“Gli ucraini stanno ricacciando gli invasori da dove sono venuti” (Foglio, 29.3).

“Ritirata russa” (Stampa, 30.3).

“Arrivano i nostri” (Giornale, 4.4.22).

“Mariupol non cade”, “L’acciaieria Azovstal resiste: ‘Resa impossibile’” (Rep, 19.4 e 5.5). “Ucraina sotto shock per la resa di Azovstal” (Rep, 17.5).

“L’Ue può trasformare Putin in un moscerino” (Foglio, 22.4).

“40 democrazie sono più forti della Russia. Non c’è storia, vinciamo noi” (Beppe Severgnini, Otto e mezzo, La7, 1.5).

“L’Armata Rotta di Putin” (Giornale, 7.5).

“È iniziata la disfatta militare della Russia” (Federico Rampini, Corriere, 13.5).

“Anche se prende il Donbass, Putin ha perso” (Nathalie Tocci, Stampa, 14.6).

Controffensiva d’estate. “Russi in fuga” (Corriere, 11.9).

“Disfatta russa” (Rep, 11.9).

“Kiev avanza, i russi fuggono” (Stampa, 11.9).

“Riconquista ucraina, russi in ritirata”, “Disfatta russa”, “Tracollo prevedibile” (Giornale, 11.9).

“Disfatta russa” (Domani, 11.9.22).

“Ucraini alle porte della Russia. La controffensiva raggiunge il confine” (Rep, 12.9).

“Caporetto russa a Nord-Est” (Giornale, 12.9.22).

“L’Ucraina le sta dando di santa ragione al colosso russo” (Giuliano Ferrara, Foglio, 13.9.22).

“Putin è sorpreso dalla controffensiva ucraina, sconvolto per la Caporetto dell’esercito… come il topo in trappola” (Gianni Riotta, Rep, 22.9.22).

“L’Afghanistan di Putin” (Foglio, 22.9.22).

“Se Putin usa l’atomica è perché ha perso” (Stampa, 11.10). Ah beh, allora che si sbrighi.

“La grande ritirata russa. Svolta nella guerra” (Rep, 10.11.22). La controffensiva estate-autunno non scalfisce il controllo russo sulle regioni prese a febbraio-marzo: Donetsk, Lugansk, Kherson e Zhaporizhzha (più la Crimea annessa nel 2014). Ma mai disperare.

“Putin sta finendo i russi” (Libero, 21.10).

“Ai russi mancano anche le divise per i soldati” (Giornale, 23.11).

“Mosca avrebbe missili per altri tre attacchi su larga scala” (Libero, 2.1.23).

“L’Ucraina vincerà. Russia anno zero. Come la Germania nel 1945” (Bernard-Henri Lévy, Rep, 6.1).

“Putin sta finendo i missili e non può produrne altri” (Messaggero, 9.1).

Assedio a Bakhmut

“Bakhmut resiste ai russi, Zelensky: È il nostro muro vivente” (Messaggero, 16.2).

“Bakhmut non può cadere” (Lorenzo Cremonesi, Corriere, 11.3).

“Salvare Bakhmut, inviare dal cielo gli angeli sterminatori” (Ferrara, Foglio, 15.3).

“Bakhmut, avanzata di Azov” (Messaggero, 11.5).

“Gli ucraini avanzano a Bakhmut” (Corriere, 19.5). Poi purtroppo cade pure Bakhmut.

“Bakhmut perde appeal” (manifesto, 31.3).

“Bakhmut è caduta, ma rischia di rivelarsi un inutile trofeo di Putin” (Raineri, Repubblica, 21.5).

“Bakhmut ai russi, ma non possono spostarsi e Zelensky dice: sono solo macerie” (Corriere, 21.5).

“Bakhmut è una trappola? Per i russi la conquista può essere uno svantaggio” (Corriere, 22.5). Ecco: li han lasciati vincere per fregarli meglio. E poi l’uva era acerba.

Controffensiva di primavera

“In Crimea le forze ucraine si preparano all’offensiva per chiudere il conflitto entro la primavera” (Ansa, 19.11.22).

“I russi si bombardano da soli” (Corriere, 22.4.23).

“Kiev avanza sul Dnipro: prove di controffensiva” (Messaggero, 24.4).

“Kiev avanza nella regione di Kherson. Prove di controffensiva” (Stampa, 24.4).

“Via alla controffensiva. Mosca è spalle al muro” (Giornale, 24.4). Ma sono solo le prove o è partita?

“Forze russe impreparate. Kiev: l’Est nostro in 3-6 mesi” (Messaggero, 28.4).

“Controffensiva entro il 15 maggio” (Verità, 30.4). Ah, non è partita.

“La controffensiva fa paura e i soldati russi scappano” (, 1.5). Prim’ancora che parta.

“Ecatombe russa” (Stampa, 3.5).

“Dal 20 maggio le condizioni per la controffensiva” (Rep, 7.5). Ma non era entro il 15?

“Kiev frena gli alleati sulla controffensiva: ‘Non dovete aspettarvi troppo da noi’” (Corriere, 8.5). Basta saperlo.

“Kiev, contrattacco a Bakhmut” (Corriere, 11.5). Ah, è già partita.

“Kiev ha iniziato la fase uno della controffensiva” (Rep, 11.5).

“Zelensky: ‘La controffensiva? Non adesso’” (Verità, 12.5). Era la fase zero.

“I soldati ucraini parlano di ‘controffensiva difensiva’” (Corriere, 14.5). La offensiva che arretra.

“Offensiva a tutto campo. ‘Arriveremo a Mosca’” (Stampa, 25.5).

“Putin vivo o morto” (Stampa, 26.5).

“La controffensiva c’è, ma a pezzettini” (Libero, 26.5). Perciò non si vede.

“Pronti alla controffensiva” (Stampa, 28.5). Ma non era già partita una dozzina di volte?

“Il dopo Putin è vicino” (Carlo Pelanda, Libero, 28.5).

“L’offensiva di Zelensky: ‘Pronti a liberare i territori occupati’” (Stampa, 4.6). Ci siamo quasi.

“L’ora dell’attacco”, “È il D-Day di Zelensky” (Rep, 6.6).6). Dài che ci siamo.

“Prove generali di controffensiva” (Corriere, 6.6). E niente, era una finta.

“Kiev: partita l’offensiva” (Messaggero, 9.6). “Controffensiva ucraina” (Stampa, 9.6). No, è vera.

“Le avanguardie di Kiev oltre la prima linea russa” (Rep, 10.6).

“Il cuneo degli ucraini tra le armate di Mosca. Kiev riprende 4 villaggi” (Repubblica, 12.6).

“Gli ucraini più agili, 3 villaggi liberati” (Corriere, 12.6). Ma non erano 4? Facciamo buon peso.

“Controffensiva in pausa” (Giornale, 20.6). “Stop di 7 giorni” (Messaggero, 20.6). Sarà la settimana bianca estiva.

“Zelensky ammette: ‘La controffensiva procede a rilento’” (Domani, 22.6).

“La controffensiva senza testimoni” (Rep, 22.6). Clandestina.

“Il Fattore Zeta: l’omino in maglione militare. Zelensky, comandante in capo della resistenza, protagonista del vertice Nato” (Goffredo Buccini, Corriere, 22.6).

“Stallo, allarme di Washington: ‘Le forze ucraine male su tutti i fronti’” (Stampa, 24.6). “L’esercito di Kiev: la vera controffensiva deve ancora iniziare” (manifesto, 24.6). Che avevate capito.

Il golpe. “Prigozhin: sfida a Putin”, “Uno Zar più debole” (Corriere, 25.6). “Il leader russo mai così a rischio: ora il suo potere può sgretolarsi” (Rep, 25.6). “La sfida di Vladimir è per la sopravvivenza” (Giornale, 25.6). “La debolezza dello Zar” (Molinari, Rep, 25.6). “La Russia si sbriciola. Orsini, Santoro, Di Battista e Travaglio non avevano capito un tubo” (Sallusti, Libero, 25.6). “La marcia su Mosca è appena all’inizio” (Foglio, 27.6).

“La Russia fallita di Putin” (Parsi, Foglio, 26.6).

“Putin come Nicola, l’ultimo degli zar” (Tocci, Stampa, 26.6).

“La fine della propaganda su Putin invincibile” (Luciano Fontana, Corriere, 26.6).

“Al nuovo Putin non crede nessuno. Sempre più commentatori parlano di un sosia” (Anna Zafesova, Stampa, 2.7). È rimorto Putin. Poi invece muore Prigozhin.

“Nona Mikhelidze: ‘La morte di Prigozhin costerà cara a Putin, o la paga o sarà il Terrore e verserà altro sangue’” (Libero, 28.8).

Controffensiva d’estate. “La controffensiva avanza. Primi militari di Kiev oltre il ponte sul Dnepr” (Rep, 27.6).

“Per lo zar è l’inizio della fine” (Rep, 28.6).

“Attacchi su tutti i fronti: così Kiev logora i russi”, “L’élite mollerà Putin anatra zoppa. Occhio alle prossime elezioni” (Rep, 3.7).

“Bakhmut circondata, russi intrappolati” (Corriere, 11.7).

“La Nato vince ancora contro Putin”, “Altra brutta giornata per gli utili idioti del putinismo” (rag. Cerasa, Foglio, 12.7).

“Biden: Putin ha già perso” (Corriere, 14.7).

“La controffensiva ora va a piedi” (Foglio, 20.7).

“Le mosse disperate dello Zar all’angolo” (Giornale, 23.7)

“Parsi: ‘Kiev vincerà. Controffensiva prudente. Kiev è più solida della Russia’” (Libero, 24.7).

“L’Ucraina ha annunciato la liberazione del villaggio di Staromayorskoye. È importante… Girkin disse che, in caso di conquista di Staromayorskoye, si apriva lo scenario peggiore per i russi a sud” (Jacopo Iacoboni, Twitter, 27.7). Mai più senza Staromayorskoye.

“Mosca teme il tracollo: ‘L’artiglieria non ce la fa’” (Rep, 28.7).

“Spinta massima di Kiev” (Giornale, 28.7).

“Kiev ‘sfonda’ la prima linea. Saltata la prima delle tre cortine Surovkin verso Zaporizhzhia e Crimea” (Giornale, 29.7).

“I cecchini hi-tech di Kyiv. Le forze ucraine passano alla controffensiva elettronica” (Foglio, 10.8).

“Petraeus: ‘La controffensiva è solo all’inizio. Putin capirà che non può vincere’” (Stampa, 14.8).

“Offensiva fallita. Per l’intelligence Usa non raggiungerà l’obiettivo” (Stampa, 19.8). Ma in Italia non si bada a certe quisquilie.

“Putin isolato anche dagli amici resta nel suo bunker russo” (Zafesova, Stampa, 23.8).

“Lo zampino della Nato dietro i successi di Kiev” (Libero, 27.8).

“‘In trincea con i lupi’. Così i soldati ucraini avanzano sul fronte Sud” (Rep, 27.8).

“Gli ucraini avanzano: ‘Superata la linea russa a Sud’. Ora puntano al mare, così isolerebbero la Crimea dalla Russia” (Rep, 28.8).

“Perché la controffensiva di Kyiv potrebbe ancora sorprendere critici e pessimisti” (Foglio, 28.8).

“Per la Crimea tutto dritto” (Foglio, 29.8).

“Kiev avanza oltre il Dnipro” (Stampa, 30.8).

“Il prossimo golpe. I soldati russi non combattono, le difese sono bucate”, “L’economia russa: un colabrodo” (Foglio, 31.8).

“Kiev avanza ancora. Lo Zar è nervoso. Gli Usa: ‘Notevoli successi’” (Libero, 2.9).

“Kiev, grande avanzata a Sud: ‘Ko la linea di difesa russa’” (Messaggero, 4.9).

“Stoltenberg: ‘La controffensiva avanza di 100 metri al giorno’” (Ansa, 7.9). Quindi nel 3023 dovremmo essere a buon punto.

“Quei 100 metri al giorno degli ucraini. Ma possono sfondare in 4 mesi” (Corriere, 9.9).

“L’offensiva senza limiti di Kiev: ‘Può durare fino all’inverno’” (Domani, 12.9).

“Controffensiva mai avvenuta” (Lucia Annnziata, Stampa, 13.9).

“La controffensiva da lontano è il metodo meno sanguinoso per ottenere lo stesso risultato: isolare la Crimea e liberare il Sud” (Foglio, 14.9).

“Kiev sfonda la linea Surovkin nel Sud” (Corriere, 23.9).

“Assalto alla Crimea. Sfondata la linea di Mosca a Sud: ‘Arriviamo’” (Stampa, 23.9).

“L’analisi militare. La Russia è in trappola: può cadere prima del voto Usa. Prigozhin è stata la prima crepa all’interno del blocco russo, che alla fine potrebbe implodere di colpo” (Antonella Scott, Sole 24 ore, 28.9).

“Kiev, svolta offensiva” (Giornale, 18.10).

“L’ingiusta solitudine di Zelensky” (Paolo Mieli, Corriere, 20.11)

“La controffensiva è fallita. Kiev s’arrocca in difesa e blinda i confini” (Rep, 3.12). “Putin sta vincendo?” (Corriere, 3.12). Ma non mi dire.

“Perché adesso in Ucraina rischia di vincere Putin” (Tocci, Stampa, 8.12).

“Zelensky va portato al tavolo a trattare. Per il bene dell’Ucraina servono concessioni” (Augusto Minzolini, Giornale, 8.12).

“Tempo, petrolio e Hamas. La ricetta con cui Putin ci ha messo in saccoccia” (Libero, 8.12).

“Ucraina, la Russia lancia la manovra a tenaglia: offensiva verso Avdiivka” (Rep, 13.12).

“Un vincitore nel 2023? Putin, ahinoi” (Rampini, Corriere, 25.12).

“Washington cambia le priorità a Kiev: ‘Adesso l’importante è solo difendersi’” (Verità, 28.12).

Risultato finale della controffensiva primavera-estate secondo il New York Times: in 9 mesi di scontri sanguinosi, i russi sulla difensiva hanno guadagnato 510 kmq a Nord-Est; e gli ucraini all’offensiva appena 385 a Sud. Mosca continua a controllare quattro regioni (il 18% del territorio) più la Crimea: 135mila kmq, l’equivalente di mezza Italia. Kiev ha riconquistato 1/350 dei territori occupati: il corrispettivo della provincia di Prato, la seconda più piccola d’Italia. Il tutto al prezzo di 250 miliardi di dollari tra fondi e armi forniti da Usa, Ue e Regno Unito; e soprattutto 100 mila vittime ucraine tra morti e mutilati dall’inizio del 2022, in aggiunta agli almeno 400 mila caduti sui due fronti nel primo anno e agli 8-10 milioni di profughi ucraini su una popolazione di 44. L’Ucraina, economicamente già fallita prima della guerra, richiederà dai 500 ai mille miliardi di dollari per essere ricostruita. Ma intanto continua a essere distrutta dalla guerra e a spendere ogni mese 10 miliardi (nostri) per proseguirla: quasi il doppio di ciò che spende la Russia, che però ci guadagna pure: il suo Pil è stimato in crescita dell’1,5% nel 2024 e del 2% nel 2025, contro lo 0,5% e all’1,2% della zona euro. Una grande vittoria per l’Occidente, per la Nato, per l’Europa e soprattutto per il giornalismo italiano.

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