VOTARE SI DEVE. VOTARE SI PUÒ! da AGORAVOX e IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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VOTARE SI DEVE. VOTARE SI PUÒ! da AGORAVOX e IL FATTO

Votare si deve. Votare si può!

Giuseppe Aragno (sito)
venerdì 23 settembre 2022

Perdonate se parto da lontano, ma senza il prima non si capisce il poi.
Quando cadde il Governo Conte due, Mattarella non sciolse le Camere. In Parlamento, spiegò, c’era una maggioranza e sarebbe stato folle mandare il Paese al voto, mentre c’erano la pandemia, la crisi economica e gli impegni dell’Italia con l’Europa.

 Dimenticò di dirlo, ma dopo la riduzione del numero dei parlamentari, andare al voto con la vergognosa legge elettorale voluta dal PD sarebbe stato come prendere per i fondelli gli elettori. Chiamò Draghi alla guida di un «governo del Presidente» e gli assegnò il compito di risollevare l’economia e risolvere coi vaccini la tragedia della pandemia. Misteriosamente dimenticò la legge elettorale e non ci pensò poi nemmeno il «salvatore della patria».

Draghi si presentò subito con un’anacronistica enfasi per un atlantismo acritico da servo sciocco, che di lì a poco divenne comprensibile e deprecabile: dietro l’insistenza apparentemente stupida e dogmatica, c’era la guerra in Ucraina di cui evidentemente conosceva l’imminenza. Nei mesi successivi, la furia bellicista del governo prevalse su tutto, sicché il Covid c’è ancora, l’economia agonizza e il Paese sta molto peggio di come Draghi l’aveva trovato.

Consapevole dello sfascio causato dal suo governo, Draghi, esecutore fanatico degli ordini di Biden, in vista dell’inevitabile tempesta, salì al Quirinale e si dimise. Mai nella storia della Repubblica un Presidente del Consiglio s’era dimesso avendo la maggioranza assoluta. In genere, un capitano che abbandona la nave che affonda finisce in galera. Draghi è stato invece premiato come lo statista dell’anno. Dai tempi di Conte la situazione era peggiorata. Al Covid e alla crisi economica spaventosa s’era aggiunta la guerra. Indire le elezioni in piena estate ai più sembrò un suicidio. A Mattarella no.
Stavolta Mattarella non ha formato un «governo del Presidente» incaricato di varare una nuova legge elettorale. Ha sciolto le Camere e ci ha mandati a votare con una legge che è pugnala alla democrazia. E’ dopo questi eventi inqualificabili che il 25 di questo mese andremo a votare.

Avete ragione: tutto è così vergognoso, che il primo impulso è quello di chiamarsi fuori. Avete ragione ma, per me, reagite nella maniera sbagliata. C’è un’altra via. Una di quelle che il potere accecato non vede e se la seguite, gli potete dare una lezione difficile da dimenticare.
Votare per Letta non si può. Il suo partito ha voluto la legge elettorale che ci tocca. Non perdonategli lo sgarro, non dategli il vostro voto e ricordate che è grazie al PD che la Costituzione è sparita dai posti di lavoro. Ricordate il Jobs Act, l’articolo 18 cancellato, la scuola fatta a pezzi e chi più ne ha più ne metta. Parlare di Bonelli e Fratoianni è inutile: sono alleati del PD e ne condividono colpe e responsabilità.

Per favore, attenti ai furbastri. Dietro l’inaffidabile Calenda, che prima va col PD e poi lo abbandona, sognando un ritorno di Draghi, dietro questo misterioso personaggio, c’è Renzi, che voleva abolire il Senato e poi è diventato senatore. Renzi, nemico della povera gente e della Costituzione, così rispettoso delle donne da essere amico dei loro peggiori nemici; Renzi, passato per mille bandiere e attento solo agli affari suoi.

Vi sto dicendo di votare Berlusconi? No, non sono impazzito. Ricordate che è un pregiudicato, ricordate il mafioso Dell’Utri e le mille promesse mancate. Se siamo ridotti alla fame è anche per colpa sua. Siete donne? Ricordate che idea ha di voi.

Donne, uomini, omosessuali, transessuali, ricordatevi cosa pensano di voi e dei vostri diritti la Meloni e i suoi “Fratelli d’Italia”, con i loro cimiteri di feti, i loro piani sull’aborto, il rifiuto di riconoscere diritti e liberà a chi non rientra nel loro vocabolario sessuale. Meloni, atlantista, che vuole la guerra e la NATO e le navi contro gli immigrati.

Vi fidate di Salvini? Non siate ingenui, per carità. L’hanno preso a pedate gli ucraini imbestialiti, ha fatto fortuna inventandosi sempre un cattivo da punire: prima i meridionali, poi gli immigrati e sottobanco, Pontida, la Padania indipendente e l’autonomia differenziata, che significa più soldi a chi ne ha, più fame a chi ha fame. E ricordatevi che su questa vergogna sono tutti d’accordo: Meloni, Berlusconi, Letta, Calenda e l’intera compagnia cantante.
State pensando a Conte e al reddito di cittadinanza? A volte persino al diavolo riesce di fare un miracolo. Non dimenticate, però, che ha voluto la riduzione dei parlamentari, sicché nei vostri territori non c’è chi vi rappresenti; ha governato per anni con tutti e la legge elettorale non l’ha cambiata. Non dimenticate che, oggi si dice contro la guerra e le sanzioni, ma ha approvato e voluto sia l’una che le altre e se Letta non l’avesse mandato via, ora sarebbe suo alleato.
Molti di voi probabilmente non lo sanno, nessuno ve l’ha detto – tranne rare eccezioni, i nostri giornalisti hanno un’idea approssimativa della democrazia – ma non è vero che non esiste un’alternativa. Se volete dare una lezione a Mattarella, Draghi e chi in questi anni vi ha ridotti alla disperazione, se volete un Paese migliore, l’alternativa esiste: si chiama «Unione Popolare con De Magistris» e ha questo anzitutto di bello: ha candidati che non sono mai stati complici dello sfascio che ci sta travolgendo.
Non volete mandare agli ucraini armi che ci costano un patrimonio? Volete che si cerchi una via di pace e pensate che le sanzioni ci stiano affamando? Credete che chi si è arricchito speculando sulla crisi, debba restituire il maltolto? L’«Unione Popolare» la pensa come voi. L’«Unione Popolare» difende il reddito di cittadinanza e vuole che un’ora di lavoro debba essere pagata almeno con dieci euro lordi. Il partito che c’è, ma viene trattato come non ci fosse, pensa che la NATO sia una spesa enorme, inutile e folle, che non serve ai popoli, ma alle classi ricche ed egoiste, che più hanno e più vogliono avere; pensa che il problema più grave per l’umanità sia il cambiamento climatico e ritiene un crimine il ritorno al carbone che uccide il pianeta. Pensa che bisogna ricorrere subito all’energia prodotta dal sole, dal vento e da tutto ciò che la natura ci offre di sano per noi e per il pianeta.
Voi vedete che la scuola e l’università sono state distrutte da chi oggi chiede il vostro voto. L’hanno fatto apposta, perché vi vogliono ignoranti, perché chi non ha gli strumenti per ragionare con la propria testa è facile da ingannare. Vogliono che siate un bestiame votante, così vi illudete di vivere in una democrazia, mentre da tempo la democrazia è in coma. L’Unione Popolare vuole una scuola statale, libera, gratuita che non imponga l’alternanza col lavoro; una scuola e una università che formino coscienze critiche. Per questo abolirà l’«INVASI» e l’«ANVUR», sono cinghie di trasmissione del pensiero unico. Potrei continuare a lungo, cominciando dalla Sanità, ma mi fermo qui.
Io voterò per l’«Unione Popolare». Se ciò che ho scritto non basta, cercate e leggete il programma; sono certo che voterete come me anche voi. Se lo farete in massa, vedrete che cambiare si può. Non disertate i seggi, votate, date fiducia a chi ha i vostri stessi problemi, ma non vuole darla vinta a chi ci sfrutta, ci inganna, ci vende e distrugge il futuro delle nostre giovani generazioni.

Unione Popolare, appello agli ecologisti che lottano da anni in ogni angolo del Paese

Domenico Finiguerra  22 SETTEMBRE 2022

​​Mi rivolgo agli ecologisti, a chi ha un’anima verde, a chi lotta da anni in ogni angolo del paese contro la cementificazione, contro le grandi opere inutili e dannose che sottraggono risorse alla sanità e alla scuola pubblica. Mi rivolgo alle migliaia di comitati che lottano in difesa della biodiversità, della bellezza di un paesaggio, di un bosco secolare, di una costa marina, che lottano per contrastare la voracità della speculazione edilizia, l’arroganza del partito del cemento, la tracotanza di chi ha fatto carne di porco della terra d’Italia.

Mi rivolgo a chi da Brescia a Taranto si impegna con passione, con coraggio e con competenza affinché i bambini abbiano il diritto di giocare in parchi non intossicati.
Mi rivolgo a chi dal parco del Ticino alla Riserva dello Zingaro tutela delicati equilibri ecosistemici da cui dipende la vita di tutti noi.
Mi rivolgo alle donne e agli uomini che da villa Adriana alle ville del Palladio cercano di proteggere l’immensa bellezza del nostro paese dalle betoniere.
Mi rivolgo alla moltitudine sparpagliata di associazioni e comitati ambientalisti, ecologisti, civici che difendono i beni comuni, che promuovono l’economia circolare, che raccolgono firme e petizioni per tutelare l’acqua, la terra, l’aria.

Mi rivolgo a voi ma non per chiedervi di sostenere Unione Popolare. No. Mi rivolgo a voi per chiedervi di venire con noi dentro l’Unione Popolare. Venite e camminare con noi. Arricchiteci con la vostra esperienza, con la vostra tenacia, con la vostra voglia di cambiare le cose. Dobbiamo unirci tutte e tutti. Perché se non ci uniamo vinceranno sempre loro.Loro. Quelli che portano avanti le stesse ricette che hanno ridotto il paese e il pianeta nelle condizioni tragiche che conosciamo. Quelli che srotolano piani regolatori dal dopoguerra, da “Le mani sulla città” ben documentate da Rosi. Quelli che ancora oggi, nonostante gli ettolitri di vernice verde con cui si sono pitturati la faccia, riaprono centrali a carbone, promuovono inceneritori e nucleare. Quelli che ancora oggi finanziano con 36 miliardi di euro annui l’energia fossile. Mi rivolgo a voi, amici verdi, amici ecologisti, amici che da anni portate avanti gli insegnamenti di Alex Langer sulla necessità del cambio di paradigma, della conversione ecologica che è anche conversione interiore e intima verso un nuovo modello di società. Mi rivolgo a voi tutti per iniziare qui e ora, oggi, un cammino insieme con l’Unione Popolare, un cammino comune per saldare la giustizia sociale e la giustizia ambientale, per creare finalmente nel nostro paese quel luogo, quello spazio, quella comunità che già esiste ma è divisa. Il vostro posto naturale non può essere al fianco di chi da decenni porta avanti politiche ai danni dell’ambiente, di chi ha approvato tutti i decreti Salva Ilva, di chi ha sostenuto la legge obiettivo e le grandi opere di Berlusconi, di chi ha approvato in blocco lo “Sblocca Italia”, di chi ha privatizzato l’acqua sovvertendo l’esito referendario e contro il volere di 26 milioni di italiani, di chi non si è fatto scrupoli a sacrificare non solo i diritti della natura ma i diritti delle persone sull’altare del liberismo, delle logiche della finanza, della mano invisibile del mercato che da decenni tira sberle ai più deboli e ad ogni sberla cade un diritto e resta un segno, un segno di precarietà, di sfruttamento, di umiliazione.

Io non mi rassegno a vedervi, cari amici verdi ed autentici ecologisti, la cui storia parla per voi, non mi rassegno a vedervi portare consenso a Cottarelli e a Casini. Non mi rassegno a vedervi sacrificare la vostra storia per far eleggere chi si è sempre disinteressato del territorio ed anzi ha sempre sbeffeggiato i “comitatini” rinchiudendoli nel recinto degli estremisti. Loro che sono i veri estremisti di questo paese che sprofonda nel fango e si sbriciola. Venite con noi. Venite e portate i vostri cuori verdi, le vostre storie di lotta, la vostra determinazione in Unione Popolare. Insieme, saremo tutti più forti. Insieme perché serve al paese.

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