IL PD: IL GRANDE INGANNO NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA da OFFICINA dei SAPERI
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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IL PD: IL GRANDE INGANNO NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA da OFFICINA dei SAPERI

PIERO BEVILACQUA  05/09/2022

Il PD: il grande inganno nella storia della Repubblica

Solo mettendo insieme i fatti, le scelte compiute in una prospettiva storica, è possibile comprendere la natura di un partito.

La vicenda delle forze di centro-sinistra e poi del PD è paradossale: considerati da milioni di italiani una formazione progressista e popolare hanno operato invece come una forza di destra contro la classe operaia e i ceti poveri, contro gli interessi del Paese. Essi hanno impresso una torsione autoritaria alle nostre istituzioni e svuotato in punti fondamentali la Costituzione. A partire dalla legge 1999 n.1 (governo D’Alema) il Presidente della Giunte regionale viene eletto a suffragio universale, creando così un presidenzialismo territoriale, che non ha contrappesi, perché l’opposizione è priva di poteri. Con la riforma del Titolo V della Costituzione, nel 2001, votata dalla maggioranza di centro-sinistra, viene avviato il federalismo fiscale il cui principio di fondo è che ogni regione ha diritto ad usare per sé la ricchezza che produce. È il principio che apre la strada al regionalismo differenziato, voluto dalla Lega, che distrugge la solidarietà tra i territori, mettendoli in competizione e dissolvendo di fatto lo Stato unitario. Nel 2011 il PD vota l’introduzione in Costituzione del pareggio di bilancio limitando costituzionalmente la possibilità dello Stato, di aiutare i cittadini più deboli.

A partire dal pacchetto Treu, passando per il Job’s Act del governo Renzi, sono stati smantellati i diritti dei lavoratori conquistati in anni di lotta e fatto dilagare i lavori precari. Con la Buona scuola si completa l’aziendalizzazione della scuola, trasformando la formazione in apprendistato, mai agendo per recuperare i miliardi sottratti dai governi precedenti.

Senza contare i governi dell’Ulivo, il PD è stato al governo per 10 anni e oggi siamo l’unico paese europeo che negli ultimi 30 anni ha registrato una regressione dello stipendio medio annuale del 2,9%. Secondo la relazione dell’INPS del 2022, il28% dei lavoratori non arriva a guadagnare 9 € l’ora lordi. Oggi i poveri assoluti sono oltre 5 milioni e quelli relativi oltre i 7. Un Paese lacerato dalle disuguaglianze con una moltitudine di poveri e un pugno di ricchi che diventano sempre più ricchi. Nonostante questo il PD ha votato a favore della decisione di portare al 2% del PIL la spesa in armamenti e continua ad appoggiare la guerra in Ucraina. Ma i governi nazionali e locali del PD infliggono danni anche all’ambiente.

L’ultimo rapporto nazionale ISPRA denuncia che negli ultimi 10 anni abbiamo perso 19 ettari di suolo al giorno, per effetto di cementificazione. Nonostante questo disastroso bilancio, in cui abbiamo segnalato solo alcune voci, il PD continua a fare le Feste dell’Unità come se fosse il vecchio PCI. È un inganno, il trucco che ha permesso ai governi, con o senza il PD, di varare leggi impopolari neutralizzando ogni opposizione sociale. Il fatto che esso abbia sostenuto battaglie a favore dei diritti civili non ne cambia la natura: in Europa le forze liberali lo fanno da tempo.

E’ dunque tempo che rinasca un partito di sinistra che rappresenti moltitudini di lavoratori, giovani cittadini delusi. A questo punta Unione Popolare. Non lasciatevi sedurre dai 5S.Sostengono di non essere né di destra né di sinistra. Troppo comodo, così possono allearsi secondo le convenienze. E poi: vi fidate di un partito che ha un padre-padrone, un vecchio comico?

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