NIENTE È RISOLTO da ANTROPOCENE.org
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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NIENTE È RISOLTO da ANTROPOCENE.org

Niente è risolto

Jacques Camatte   17/08/2022

Si conclude, con questo articolo, lo studio relativo al rischio di estinzione[1]

Gli uomini combattono, si uccidono, ma è la natura a soffrire di più: la sua distruzione aggrava il rischio di estinzione, che si accresce anche a causa della continua erosione della naturalità delle specie. – Jacques Camatte

Niente è stato risolto e, globalmente, oggettivamente, l’umanità vive nella déréliction [solitudine esistenziale, abbandono], per quanto riguarda i dominati, e nella fuga in avanti dei dominanti, che pensano, nei fatti, di scongiurare o manipolare la minaccia di estinzione.

Grazie all’uscita dalla natura, l’umanità pensava di poter sfuggire al rischio di estinzione, soprattutto con lo sviluppo del capitale, che avrebbe dovuto garantire la sicurezza, ma la morte di esso [2] e la persistenza del rischio sono la prova lampante che niente è stato risolto. Diversi fenomeni lo testimoniano.

Il covid-19 si manifesta periodicamente con grande virulenza, mentre altre malattie, come il vaiolo delle scimmie, sono in aumento.

La dipendenza e lo sradicamento accrescono la perdita dell’immunità naturale, di conseguenza aumenta l’assistenzialismo.

La siccità, che aumenta ogni anno in intensità e durata, è accompagnata da una serie di incendi sempre più distruttivi. Si può dire che, parallelamente, si assiste sempre più a sparatorie, come se l’incendio coinvolgesse la specie stessa.

La fame colpisce sempre più persone in tutto il mondo.

Rivolte, sommosse, in rapporto a un malcontento persistente, e persino crescente, in diversi Paesi.

Mantenimento di un’elevata disparità dei redditi al fine di perpetuare il divario tra dominanti e dominati, anche dopo l’adozione di misure volte a migliorare la sorte degli svantaggiati.

Nonostante la fine del patriarcato in Occidente, [3] l’opposizione uomini-donne, la misoginia e i femminicidi continuano. La non risoluzione dei rapporti uomini-donne aumenta con l’artificializzazione della vita: l’omosessualità, che sarebbe meglio chiamare omoerotismo, il fenomeno transgender e dinamica di cambiamento di sesso, fino all’uomo aumentato e alla donna aumentata. C’è una tendenza all’eliminazione della sessualità che inizia con la riproduzione medicalmente assistita e si imporrà con l’utero artificiale.

Tutto questo, ricordiamolo, ha avuto origine nel Neolitico con la rottura della continuità con la natura, che fondava la dinamica dei possibili e della loro combinatoria, e raggiunge oggi il suo compimento con l’autonomizzazione della forma capitale, che spinge alla costante ricerca dell’innovazione e alla periodica obsolescenza delle innovazioni, affinché l’accumulo di queste ultime non inibisca il movimento.

La persistenza dell’inimicizia, sorta anch’essa nel Neolitico, appare sempre più come un mezzo, un operatore, di vita fuori dalla natura, una mediazione per superare ogni discontinuità. Di conseguenza, il rischio di estinzione persiste e addirittura aumenta.

Più concretamente, facciamo un esempio di un fenomeno in corso. La guerra tra Russia e Stati Uniti tramite l’Ucraina è il risultato di una serie di fenomeni irrisolti ed è la dimostrazione che più ci si oppone, più si rafforza ciò a cui ci si oppone.

L’accerchiamento della Russia nella sua parte europea è aumentato a causa dell’ingresso dei Paesi dell’Est europeo nella NATO, cioè nell’orbita statunitense, proseguendo ciò che era accaduto nel 1945: l’Europa che diviene colonia degli USA, come sottolineò A. Bordiga che nel 1949, in Aggressione all’Europa, dove precisò ciò che è successo dal 1917 (prima aggressione all’Europa).

“Ciò non toglie diritto ad analizzare questa guerra e a definirla come la più clamorosa impresa di aggressione di invasione di oppressione e di schiavizzamento di tutta la storia. Non si tratta solo di una guerra eventuale ed ipotetica poiché essa è già in atto, essendo tale impresa legata da stretta continuazione con gli interventi nelle guerre europee del 1917 e del 1942, ed essendo in fondo il coronamento del concentrarsi di una immensa forza militare e distruttrice in un supremo centro di dominio e di difesa dell’attuale regime di classe, quello capitalistico, la costruzione dell’optimum delle condizioni atte a soffocare la rivoluzione dei lavoratori in qualunque paese.

Tale processo potrebbe svilupparsi anche senza una guerra nel senso pieno tra Stati Uniti e Russia, se il vassallaggio della seconda potesse essere assicurato, anziché con mezzi militari e una vera e propria campagna di distruzione e di occupazione, con la pressione delle forze economiche preponderanti della massima organazione capitalistica nel mondo – forse domani lo Stato unico Anglo-Americano di cui già si parla – con un compromesso attraverso il quale la organizzazione dirigente russa si farebbe comprare ad alte condizioni; e Stalin avrebbe già precisata la cifra in due miliardi di dollari.”

(…)

“Lo spazio vitale dei conquistatori statunitensi è una striscia di territorio che fa il giro della terra.”

Diventata colonia degli Stati Uniti, l’Europa ha perso la sua cultura, la sua civiltà, attraverso l’egemonia di Hollywood, [4] che le ha permesso di realizzare una padronanza ideologica e la dinamica di “curare per dominare”. L’Europa è stata, come molti hanno sperimentato, “americanizzata”.

Grazie alla guerra in Ucraina, la colonia europea si è espansa. Nell’ultima parte del XX secolo e all’inizio del XXI, l’Europa ha cercato attraverso la creazione di un’unione economica e poi politica, di emanciparsi dalla tutela americana. La necessità di formare un blocco contro la Russia e di risolvere il problema dell’approvvigionamento di materie prime non più provenienti da questo paese, a causa dell’embargo, hanno ristabilito una grande dipendenza.

Inoltre l’Europa è stata indebolita dall’ingresso nell’Unione di Paesi con sviluppi economici diversi, che richiedono una mediazione che può essere solo statunitense.

La volontà degli USA di espandere la loro colonia, è legata alla dinamica del “regnare e curare”. Infatti, per garantire la dominazione, bisogna curare nella popolazione colonizzata tutte le concezioni che sono incompatibili con quella della democrazia americana. In altre parole, è ancora la dinamica di “è per il tuo bene” che opera e reprime. Ma questo implica, di base, una potenza economica che in realtà è fortemente erosa a causa dell’insufficienza di risorse energetiche che l’intervento in Ucraina aveva lo scopo di ridurre e quindi, nulla è risolto.

Che cosa sta ripetendo la Russia? La non instaurazione effettiva del modo di produzione capitalistico. Ricordiamo che Marx e i populisti avevano insistito sulla necessità non di uno sviluppo del capitalismo in Russia, ma di un suo salto grazie all’innesto delle acquisizioni tecniche dell’Occidente sull‘Obtchina, che non fu applicato dai bolscevichi i quali, per facilitare lo sviluppo del capitale, sostennero la distruzione delle comunità generando un grande disastro, con la conseguente incapacità di produrre abbastanza grano per sfamare la popolazione. La stessa politica economica fu applicata in Ucraina provocando la vasta rivolta dei sostenitori di Makhno che volevano salvare le comunità. Questi dovettero combattere sia contro i bianchi, gli zaristi sostenitori del vecchio ordine, sia contro i rossi, i bolscevichi. Quindi, sia per i russi che per gli ucraini, il fallimento della rivoluzione, e soprattutto la non realizzazione di ciò che Marx e i populisti preconizzavano, è la causa dei mali che essi hanno subito e subiscono tuttora.

Quindi, il fallimento della rivoluzione non è stato accompagnato dallo sviluppo del capitalismo e della democrazia. Inoltre, ai sostenitori della teoria del capitalismo di Stato, per caratterizzare la situazione della Russia alla fine degli anni cinquanta, Bordiga oppose, sia in Proprietà e Capitale che in Struttura economica e sociale della Russia di oggi, la spiegazione dello sviluppo di bande, di racket, che di fatto dominano lo Stato, di mafie come si direbbe oggi, sorta di comunità dispotiche, avatar delle vecchie comunità la cui esistenza è garantita dal potere centrale, come storicamente avveniva sotto gli zar.

Con il crollo dell’Unione Sovietica, i russi non hanno potuto accedere al pieno capitalismo e alla democrazia come reclamava Gorbaciov, a causa del rifiuto degli Stati Uniti, [5] mentre la minaccia di accerchiamento della Russia non ha fatto che accrescersi e ci ha portato alla situazione attuale, ovvero al conflitto Russia – USA, tramite l’Ucraina. L’aspetto più grave e pericoloso di tutto ciò, è la distruzione della natura e l’aumento del rischio di estinzione. Per ovviare alle sanzioni statunitensi che privano l’Europa del gas russo, gli europei ricorrono al petrolio e al gas estratti dagli scisti bituminosi degli USA, il che è un disastro per la natura, senza contare l’inquinamento prodotto dal loro trasporto transoceanico. Inoltre, questo comporta un aumento dell’estrazione in Paesi come il Venezuela o Israele, il che accentua la tendenza all’esaurimento delle risorse energetiche.

Sul piano delle rivalità geopolitiche, possiamo notare che la lotta condotta da ciascuna parte finisce per rafforzare l’altra. Così la pressione esercitata dagli USA sulla Russia ha portato i leader di questo Paese a imporre il rublo nelle transazioni monetarie – un rublo garantito dall’oro e dalle materie prime – il che porta a una dedollarizzazione dell’economia mondiale, rafforzata anche da altre cause. Così ci si dirige verso la costruzione di un altro ordine mondiale più compatibile con l’autonomizzazione della forma capitale – voluta in particolare dalla Cina – e nulla sarà risolto. [6]
Gli uomini combattono, si uccidono, ma è la natura a soffrire di più: la sua distruzione aggrava il rischio di estinzione, che si accresce anche a causa della continua erosione della naturalità delle specie.

Il nostro mondo è colpito da immensa crisi energetica che si manifesta in un enorme deficit dell’energia necessaria per portare avanti il processo produttivo, e possiamo porci la domanda: la specie avrà l’energia necessaria per rompere con il divenire attuale?

L’umanità percepisce la minaccia, ma ne ha bisogno: e si ritorna alla dinamica statalista di governare e curare.

Nel 1987 R. Reagan dichiarò all’ONU:

“Forse abbiamo bisogno di una minaccia universale, esterna. A volte penso a quanto velocemente le nostre differenze, su scala globale, svanirebbero se dovessimo affrontare una minaccia aliena proveniente dall’esterno del nostro pianeta. E tuttavia mi pongo la domanda: una forza extraterrestre non è già tra noi? Cosa ci può essere di più estraneo [alieno = extraterrestre] alle aspirazioni universali dei nostri popoli della guerra e della minaccia di guerra?”

Grazie a Hollywood, agli UFO, alle Guerre stellari, si è scongiurata la minaccia perché ciò che esiste, è ciò che viene rappresentato. Tuttavia, la rappresentazione non fa che mantenere una realtà e quindi, nulla è risolto.

Prima di concludere chiariamo ancora una volta il rapporto tra la psiche della specie e il movimento del capitale, che è lo stadio finale del fenomeno di sostituzione delle relazioni umane da parte del movimento economico. Esso rappresenta bene lo stato della specie artificializzata, autonomizzata in rapporto alla natura e al suo movimento; avendo come obiettivo se stesso, esprime al meglio il confinamento della specie, la sua follia e anche la perdita di una sostanza stabile, essendo costantemente sottoposto all’innovazione e poi all’obsolescenza. La creazione di metaversi su Internet permette di realizzare questa dinamica.

L’uscita dalla natura non ha risolto nulla e nulla si risolverà finché le dinamiche di inimicizia determineranno il comportamento di uomini e donne. Solo la tenerezza, manifestazione della naturalità della specie, può generare un’inversione di tendenza, dissolvendo l’impronta della minaccia da cui questa dinamica è costantemente scossa.


Note:

[1] Cf. la trilogia: Instauration du risque d’extinctionPrécisions sur le risque d’extinctionC’est ici qu’est la mort, c’est ici qu’il faut sauter. [Ragruppata, tradotta e pubblicata in italiano dalla Rivista Il Covile col titolo Inversione o estinzione (N.d.R.)]
[2] Ricordiamo che il capitale è un rapporto sociale tra il detentore del valore, sotto forma di denaro, e il proletario che possiede solo la sua forza lavoro. A seguito dell’enorme incremento del capitale fisso (le macchine) la parte del lavoro, dunque dell’uomo, diventa infima e quindi il rapporto sociale tende a scomparire e, con esso, il capitale nella sua materialità, mentre la sua forma, che e quella dell’incremento, si autonomizza.
[3] Per gli altri Paesi in cui l’asservimento delle donne è una norma, questo fallimento deve apparire evidente e rafforzare la loro dinamica.
[4] Cf. gli accordi Blum-Byrnes sul cinema.
[5] Ne abbiamo fatto il punto in  Mort et extinction [Tradotto e pubblicato in italiano dalla Rivista Il Covile col titolo Morte ed estinzione (N.d.R.)]
[6] Lo testimoniano numerosi documenti accessibili ad ogni lettore, oltre a tutti i dati economici che abbiamo segnalato. Insistiamo sul loro significato solamente per affermare che niente è risolto.
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