IL NUOVO ORDINE SI TRUMP: FORZA BRUTA E DOMINIO USA da IL MANIFESTO
Il nuovo ordine di Trump: forza bruta e dominio Usa
Luca Celada 01/03/2026
Orizzonte di fuoco Il presidente statunitense si atteggia a «freedom fighter»
Trump scende dall’Air Force One a West Palm – foto Ap/Matt Rourke
A mezzanotte passata, ora di Washington, il sito della Casa Bianca carica l’annuncio del comandante in capo. «Poco tempo fa, l’esercito degli Stati uniti d’America ha avviato operazioni militari di grande portata in Iran».
Donald Trump appare nel filmato, diffuso anche sulla sua piattaforma Truth Social, con cappelletto da baseball delle occasioni speciali, bianco con scritta cubitale in oro: «Usa». E promette di fare terra bruciata. «Distruggeremo i loro missili e raderemo al suolo la loro industria missilistica. Sarà completamente, ancora una volta, annientata».
«Ancora una volta» giacché l’attuale “furia epica” segue il “martello di mezzanotte” del giugno 2025 – anche quello, aveva assicurato Trump, sarebbe stato una soluzione «definitiva».
L’attacco unilaterale, che sotterra ogni residuo principio di diritto internazionale, rivela il negoziato, tecnicamente ancora in corso fino a poche ore prima, come semplice tattica diversiva. Gli incontri effettivamente operativi erano probabilmente quelli coi vertici israeliani per coordinare i piani militari. L’operazione esaudisce il desiderio che Benjamin Netanyahu va esprimendo da molti anni.
«L’Iran ha respinto ogni apertura», ha sostenuto contro ogni evidenza Trump che dieci anni fa aveva stracciato l’accordo multilaterale (Usa, Cina, Russia, Francia Germania, Iran e Onu) per il monitoraggio del programma nucleare di Tehran, garantendo l’esito di oggi.
IL PRETESTO delle «minacce imminenti» agli Usa e ai loro alleati sembra mirato in parte alla base Maga che scalpita, sempre più insofferente alle avventure militari del capo che aveva promesso mai più guerre permanenti. Invece, in 13 mesi di Trump-bis, gli Usa hanno sganciato bombe su Somalia, Iraq, Siria, Yemen, Nigeria, Venezuela e (2 volte) Iran.
Emerge sempre più incontrovertibile l’immagine di un regime, e un presidente, fatalmente attratti dalla potenza militare e disposti ad utilizzarla come strumento privilegiato del dominio americano.
«Ho costruito e ricostruito il nostro esercito», «non esiste nessun esercito al mondo che si avvicini alla sua potenza», ha dichiarato il vincitore della coppa Fifa per la pace.
E NEL DISCORSO si fa progressivamente prendere la mano. A ben vedere l’obiettivo non è la neutralizzazione delle capacità offensive del nemico ma il rovesciamento del regime degli Ayatollah. «Per 47 anni hanno gridato morte all’America», dice Trump, rievocando l’ambasciata americana assalita dai Pasdaran nel 1979. «Non lo tollereremo più». Il presidente che sembra interpretare il ruolo di comandante in capo nel suo personale telefilm lancia poi il suo ultimatum. «Ai membri della Guardia Rivoluzionaria Islamica» «dico stasera che dovete deporre le armi e godrete di completa immunità, altrimenti (andrete) incontro a morte certa».
Poi si rivolge al «grande e orgoglioso popolo iraniano». «L’ora della vostra libertà è vicina. Rimanete al riparo, non uscite di casa, fuori è molto pericoloso, le bombe cadranno ovunque. Quando avremo finito, prendete il controllo del vostro governo, sarà vostro. Questa sarà, probabilmente, la vostra unica occasione per generazioni». «Nessun presidente era disposto a fare ciò che io sono disposto a fare stasera. Ora avete un presidente che vi sta dando ciò che volete, quindi vediamo come reagirete».
Si aspetta di meglio, sembra sottendere il presidente, delle manifestazioni di inizio anno, finite in un bagno di sangue dopo che, già una volta, aveva lasciato intendere che gli Usa avrebbero protetto i manifestanti. «L’America vi sostiene con una forza schiacciante e una potenza devastante. Ora è il momento di prendere il controllo del vostro destino e di liberare il futuro prospero e glorioso che è a portata di mano. Questo è il momento di agire, non lasciatevelo sfuggire».
L’IMMAGINE DEL PRESIDENTE freedom fighter è, se possibile, ancora meno convincente di quella di statista obbligato malincuore a ricorrere alla forza. Sembra invece sempre più chiaro che l’esercito «più potente della storia» sia strumento in mano ad un regime che crede alle «leggi immutabili» della forza bruta, per citare il consigliere speciale Stephen Miller, e che attorno a queste intende impostare un nuovo ordine mondiale.
Significativo nel contesto del nuovo complesso militare-tecnologico è stato un episodio che ha preceduto di poco l’attacco. Il Pentagono è in procinto di negoziare appalti per sistemi di intelligenza artificiale con applicazioni belliche. L’attuale fornitore era la Anthropic, ma l’azienda leader del settore ha rifiutato di concedere carta bianca al “ministero della guerra”.
LA TECNOLOGIA AI del gruppo avrebbe limitato le applicazioni di sorveglianza dei cittadini e quelle per armi “intelligenti” in grado di valutare autonomamente gli obbiettivi da colpire.
In risposta la Anthropic è stata messa al bando da ogni contratto federale . «GLI STATI UNITI D’AMERICA NON PERMETTERANNO MAI A UN’AZIENDA DI ESTREMA SINISTRA E WOKE DI DETTARE COME IL NOSTRO GRANDE ESERCITO DEVE COMBATTERE E VINCERE LE GUERRE!», ha scritto Trump.
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