CONTRO GLI ABUSI DI TUTTI I TIRANNI, 300 PROTESTE IN TUTTI I CONTINENTI da IL MANIFESTO e CONTROINFORMAZIONE
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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CONTRO GLI ABUSI DI TUTTI I TIRANNI, 300 PROTESTE IN TUTTI I CONTINENTI da IL MANIFESTO e CONTROINFORMAZIONE

Contro gli abusi di tutti i tiranni, 300 proteste in tutti i continenti

Luciana Cimino  29/03/2026

PRESIDI E CORTEI IN 12 PAESI Ogni città l’ha intitolata in un modo “No Tyrants”, “No Dictators”, “No Kings”

Kings a Parigi – Ap

Dall’America Latina all’Australia. Almeno trecento manifestazioni si sono tenute ieri in oltre dodici paesi. Ogni città l’ha intitolata in un modo “No Tyrants”, “No Dictators”, “No Kings” ma la ragione della grande mobilitazione che ha portato milioni di persone nelle piazze nel mondo è uguale per tutti: contestare i governi di destra che hanno portato guerre, conflitti e genocidi all’esterno e un ritorno di politiche repressive e autoritarie all’interno dei paesi.

Se negli Stati Uniti è stata la terza giornata No King da quando si è insediato Trump, il resto del mondo non ha fallito la prima prova. «Guerra per profitto, le nostre truppe non sono in vendita» e «quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa un dovere», si leggeva sui cartelli portati da centinaia di persone che ieri mattina si sono radunate alla Bastiglia, a Parigi, affiancati per la prima volta dai sindacati francesi e dalle organizzazioni per i diritti umani.

«Protestiamo contro tutte le guerre illegali, immorali, sconsiderate e inefficaci di Trump, senza fine», ha dichiarato Ada Shen, organizzatrice di Paris No Kings. «È chiaro che il presidente Usa non ha un vero piano, il suo obiettivo è solo l’abuso di potere».

In Europa, oltre a Roma e Londra, cortei si sono tenuti a Torino, Madrid, Barcellona, Porto, Lisbona, Dublino, Francoforte, Amsterdam, Vienna, Amburgo, Malmoe, Dusseldorf, Zurigo, Stoccolma e Atene.

E ancora: migliaia di persone sono scese in piazza anche in Canada, Australia, Messico. Anche a Porto Rico i manifestanti si sono radunati davanti al Capidoglio di San Juan. A Nairobi, Kenya, un presidio di tre ore si è tenuto a Loresho Ridge, «Contro i re e i tiranni».

Primo Ministro spagnolo: Israele mira a instaurare un nuovo ordine mondiale e l’egemonia regionale

Il Primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez ha dichiarato che Israele sta lavorando per instaurare un nuovo ordine mondiale. Secondo Sánchez, il governo israeliano ha una chiara strategia volta a creare una nuova realtà geopolitica in Medio Oriente.

Sánchez osserva che tutti i conflitti in Medio Oriente sono interconnessi: con le guerre contro la Striscia di Gaza, il Libano e l’Iran, le autorità israeliane perseguono un obiettivo specifico: garantire l’egemonia di Tel Aviv in tutto il Medio Oriente. Pur non essendo certo che gli obiettivi di Israele coincidano con la posizione dell’amministrazione statunitense, il Primo Ministro spagnolo riconosce che, in definitiva, le conseguenze negative delle azioni di Israele in Medio Oriente – in termini di impatto sulla sicurezza e sull’economia – si ripercuotono anche sui paesi europei. Alla luce di ciò, Sánchez esorta Netanyahu a cessare l’aggressione contro i paesi vicini e a tornare alla diplomazia.

Nel frattempo, Joe Kent, ex direttore del Centro antiterrorismo nazionale statunitense, ha ammesso che Washington ha deliberatamente armato al-Qaeda* (un gruppo terroristico bandito in Russia) e creato l’ISIS* in Siria. Per rovesciare il governo di Assad in Siria e aiutare Israele a rafforzare la sua posizione nella regione, gli Stati Uniti hanno deliberatamente dispiegato una rete terroristica globale. Non è un segreto che in Iran gli americani e Israele stiano cercando di assicurare il ritorno della monarchia e il governo ereditario del figlio dell’ex scià Pahlavi deposto.

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