“TUTTI CONFEDERATI NEL COSMO” da IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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“TUTTI CONFEDERATI NEL COSMO” da IL FATTO

Il Senato “violato” e l’ottusa sordità dei palazzi del potere

 

PINO CORRIAS  7 GENNAIO 2023“I ragazzi di Ultima Generazione? Vandali!”, “Violenti”, “Oscurateli”, “Arrestateli”. E dunque: “Il Senato della Repubblica si costituirà parte civile poiché le istituzioni vanno rispettate”. “Da 1 a 5 anni di galera, ecco la pena!”. Pomposi. Severi. Pieni d’aria fritta, ridicoli come le ridicole trombette del nostro inno di Italietta in guerra, i funzionari del Potere Offeso, e gli addetti alla sua manutenzione, s’indignano per la vernice che indirettamente li ha imbrattati.

“Tutti confederati nel cosmo”, scrisse tanti anni fa Elsa Morante nel suo capolavoro Il mondo salvato dai ragazzini, dove gli IF, gli Infelici Molti, si ribellano a ogni ribellione. Specialmente se allegra. Innocua nel gesto, spiazzante nel significato. Come i ragazzi e le ragazze che a Teheran fanno volare via, con uno schiaffo in corsa, il turbante dalla testa degli ayatollah, denudandoli d’ogni potere per un istante. Come gli studenti cinesi che impugnano i fogli bianchi contro le prescrizioni d’inchiostro nero del Comitato Centrale. Come l’ostensione degli ombrelli a Hong Kong che non riparano dalla tirannide dei manganelli, ma la denunciano al mondo.

Per gli infelici molti della incarognita Nazione Italia, il nostro permanente imbrattamento di aria, mari e suoli, può aspettare la calendarizzazione all’anno del poi, se ne discuterà in apposita Commissione, vedremo. Ma la violazione della facciata del Senato della Repubblica – tra i quotidiani accumuli di spazzatura organica e inorganica proprio lungo gli asfalti che fanno corona al palazzo dei senatori, guardato a vista da due carabinieri, come Pinocchio, e nottetempo dai cinghiali – è bestemmia sociale, violenza politica, idiozia del gesto, scandalo da oscurare: “Spegnete le telecamere per il bene del popolo. Non raccontate nulla per il bene dell’informazione!”. È un attentato al santo conformismo da ripulire immediatamente. Entro le 24 ore, con il solvente chimico e insieme politico delle squadre di pronto intervento morale. Ma è evidente il contrario: è proprio quel gesto urticante, quella provocazione, a essere un lampo di luce nel nostro buio. Che mostra – in quegli istanti trascorsi a ricolorare con vernice lavabile il muro invalicabile dei muri – l’ottusa sordità di tutti i palazzi del potere, e dimostrare, vista l’isteria delle reazioni, quanto sia efficace imbrattare lo schermo del nostro vivere sociale, per farli reagire nella sostanza.

Quella vernice è un programma politico portatile. Semplice, semplificato. Ma che intanto indica la priorità più ovvia e più osteggiata dagli ingranaggi dell’economia, della politica e della ipocrisia mondiale, quella di difendere la vita nell’unico Pianeta disponibile che ci ospita. E dirci che l’intero sviluppo va ripensato, va armonizzato, prima che pietrifichi i calendari del mondo affinché le prossime generazioni non siano (per l’appunto) l’Ultima Generazione.

Trasformare quel gesto pacifico e insieme conturbante in una offesa di massima rilevanza penale è l’antica ricetta del “sopire e troncare”, del “sorvegliare e punire”, destinata alla dieta quotidiana delle molte maggioranze silenziose in cui ci siamo ridotti, tutti educati a vivere entro i binari concessi dalla benevolenza delle istituzioni, dal gioco ipnotico dei social, dal permanente altrove dei politici e della politica. Il messaggio è: lavorate, divertitevi, lasciate scorrere la vita così com’è e guai a chi sgarra.

Gli autoritari della Destra che quando si parla di società e cultura, estraggono dalla fondina l’immancabile Marinetti, avranno di che grattarsi la testa ora che il gesto della vernice bussa alle loro meningi futuriste. E lo steso dovrà fare la Sinistra se mai vorrà salvarsi, insieme con il mondo dei ragazzini. Ci penserà appena dopo le primarie, si capisce, dopo il congresso. Magari un po’ prima dell’Apocalisse.

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