“TIRA UNA BRUTTA ARIA E L’OPPOSIZIONE NON FA ABBASTANZA” da IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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“TIRA UNA BRUTTA ARIA E L’OPPOSIZIONE NON FA ABBASTANZA” da IL FATTO

“Tira una brutta aria e l’opposizione non fa abbastanza”

MONI OVADIA – “Oggi festeggio il 25 Aprile coi russi, senza di loro i nazisti avrebbero stravinto”

SILVIA TRUZZI  25 APRILE 2024

Il prossimo 9 maggio, in una delle sedi dell’ambasciata russa di Roma, Moni Ovadia celebrerà la vittoria dell’Armata Rossa sui nazifascisti: “A prescindere da come sarebbe finita la guerra, se i nazisti avessero sfondato sul fronte orientale, avrebbero trovato tutte le risorse di cui avevano bisogno e non sarebbe sopravvissuto un solo ebreo”.

L’Ucraina è ancora invasa: non ha paura che le ridiano del filo-putiniano?

Sono un uomo libero! Mi guidano il mio cervello e la mia coscienza, una cosa che ho imparato dal Concilio Vaticano II. E poi ho un debito personale con loro: sono nato in Bulgaria, nel 1946. I miei genitori, ebrei, si salvarono perché, come Danimarca e Albania, la Bulgaria aveva protetto gli ebrei del suo Paese: non lasciarono che i 48 mila ebrei dell’interno fossero deportati. I tedeschi decisero di soprassedere sulla deportazione perché ci fu una sollevazione, però l’ambasciatore tedesco a Sofia telegrafò a Berlino: “Aspettiamo tempi migliori”. Li volevano sterminare tutti. I miei genitori sarebbero morti, non sarei mai nato.

Che cosa pensa della censura del monologo di Antonio Scurati da parte della Rai?

Scurati è un intellettuale che ha scritto libri importanti su Mussolini, siamo in prossimità del 25 Aprile: se è stato invitato a fare un monologo in una trasmissione, glielo fai fare perché in democrazia funziona così. L’Italia è già da un pezzo una democratura. Tutte le forme censorie e repressive sono stupide, sono il parto di omuncoli che non hanno il senso del proprio lavoro.

Pare sia arrivata in Rai una telefonata del premier albanese che si lamentava di un servizio di Report: più che inopportuno, no?

Inaccettabile, ma questo spiega bene come siamo trattati a livello internazionale, al di là dei proclami della premier. Un paio di anni fa, al Teatro comunale di Ferrara, di cui sono direttore, ho deciso di non fare un evento per il Giorno della memoria, ma di fare una settimana delle memorie, ricordando tutti i genocidi: oltre alla Shoah, avremmo ricordato rom e sinti, armeni, tutsi. Oltre agli improperi della comunità ebraica, il sindaco ha ricevuto una lamentela dell’ambasciatore turco. E l’ha educatamente respinta, spiegando che il teatro aveva una sua programmazione in cui credeva e che non prevedeva interferenze da qualsivoglia ambasciata. Mi è spiaciuto – i miei nonni erano turchi e noi ebrei sefarditi abbiamo un debito con l’Impero Ottomano – ma abbiamo fatto la nostra settimana come era stata programmata.

Di feste della Liberazione ne ha viste tante: come le sembra la vigilia di questa?

C’è una brutta aria e la responsabilità è tutta del Pd. A furia di fare i piacioni, di accettare le sarabande revisioniste nel salotto di Bruno Vespa, di accettare gli insulti rivolti ai partigiani da parte delle destre, siamo arrivati qui. La destra è quello che è, lo sappiamo. Ma non c’è un partito che faccia opposizione, salvo un po’ i 5Stelle. Nel ’94, il primo 25 Aprile della Seconda Repubblica, ricordo Milano invasa da cinquecentomila persone. Il titolo di Repubblica era “Non provateci”, all’indirizzo del nascente governo Berlusconi. È lui che ha sdoganato le destre: per riconquistare l’egemonia culturale vogliono demolire l’antifascismo, perché l’antifascismo è uno dei pilastri dell’egemonia della sinistra.

Hanno giurato sulla Costituzione antifascista…

Questo è un cortocircuito, perché la Costituzione è tutta imperniata su valori che sono l’antitesi del fascismo. Basta leggere l’articolo 3. In Francia i gollisti erano antifascisti, in Inghilterra i conservatori hanno portato al potere il più antifascista di tutti, Churchill. In Italia sentiamo ancora dire che Mussolini ha fatto cose buone. Sto portando in giro uno spettacolo, Il duce delinquente, con Aldo Cazzullo – certo non un rivoluzionario comunista – che ha scritto un testo impeccabile: non finisce con il 25 Aprile, prosegue con la stagione delle stragi di matrice neofascista. Il problema nostro è che a furia di dirlo, l’antifascismo è diventato sinonimo di comunismo. E allora hanno gioco facile presso una popolazione che è ancora poco informata su chi era il Duce e sui suoi numerosi crimini.

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