“RIFORME” GRECHE. PROLETARI DI TUTTI I PAESI UNITEVI… da L’INTERFERENZA
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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“RIFORME” GRECHE. PROLETARI DI TUTTI I PAESI UNITEVI… da L’INTERFERENZA

“Riforme” greche. Proletari di tutti i paesi unitevi…

 

Salvatore A. Bravo  24 settembre 2023 

Il neoliberismo è ormai senza limiti, il silenzio delle sinistre e  dei media asserviti  al dominio sta favorendo l’avanzata del neoliberismo.  Nessuna notizia è filtrata sullo sciopero tenuto in Grecia contro la riforma del lavoro che prevede la possibilità di andare in pensione a 74 anni e la giornata di lavoro di 13 ore. I manifestanti hanno marciato sul Parlamento per far sentire la loro voce.

La vita media degli uomini in Grecia è di 79 anni, mentre le donne vivono in media 82 anni. Il conteggio è semplice, la pensione a 74 anni ha lo scopo di eliminare la pensione di fatto. Ancora una volta le parole celano menzogne e inganni. La riforma greca non è una controriforma, è un autentico atto reazionario con cui aggredire il popolo. La giornata lavorativa di 13 ore prevede il doppio lavoro, per cui quotidianamente un lavoratore potrà svolgere due lavori in modo legale con giornata lavorativa che supera la metà delle 24 che costituiscono la giornata. Non solo, la riforma prevede il licenziamento entro il primo anno dall’assunzione senza indennizzo e preavviso. Il lavoratore è niente, il padrone è tutto e può fare tutto.

Il governo liberista in Grecia sperimenta ciò che potrebbe avvenire in Italia e in altri Stati europei. Nei paesi a democrazia limitata si fa sempre più evidente la verità dell’Unione europea. I provvedimenti estremi proposti in Grecia usano la colpa greca dell’indebitamento, già pagato con le politiche di privatizzazione e taglio dei servizi, per proporre l’impensabile. La perversa religione del capitale mostra la sua verità senza veli. Il pensionamento a 74 anni e una giornata lavorativa di 13 ore è molto di più che un episodio della lotta di classe delle oligarchie contro il popolo, è un atto di guerra, è un olocausto legalizzato. Si immagini la vita di un lavoratore mal pagato e costretto a due lavori e a 13 ore lavorative per sopravvivere. Ciò che resta della giornata della sua vita è solo dolore e reificazione. Il resto della giornata sarà utilizzata per riprodurre le energie biologiche per il giorno successivo. La nuda vita è legalizzata, il lavoratore è solo uno strumento parlante.  Un essere umano trattato come una “cosa o una bestia da soma” è il vero obiettivo. Digitale e intelligenza artificiale che dovrebbero diminuire i tempi lavorativi si obliano dinanzi a tali interventi.

Il disprezzo verso i lavoratori è la vera sostanza di un tale provvedimento. Far vivere male e far morire subito dopo il pensionamento non è solo un provvedimento di finanza disumana, è molto di più, in quanto le oligarchie considerano i popoli carne da cannone. A questi provvedimenti fa eco la dirigenza INPS in Italia che ha proposto di diminuire la pensione man mano che il pensionato invecchia, poiché i pensionati benestanti vivono più a lungo dei meno abbienti. Si tratta di togliere ossigeno a chi è più vecchio. Naturalmente man mano che si invecchia si ha bisogno di più denaro, invece si propone di tagliare le pensioni quando il soggetto è più fragile. C’è un clima al limite della violenza pianificata sempre più diretta e sempre meno contrastata dalla politica. Ancora una volta l’Europa interviene per difendere i diritti civili, ma permette la violenza generalizzata contro i lavoratori. Siamo dinanzi ad una guerra senza limiti contro i popoli. L’assurdo che si aggiunge ai pericoli e ai drammi in atto è la sostanziale indifferenza dei popoli europei uniti solo dall’euro e dalla finanza. Risuonano le parole della Von der Leyen nel giorno dell’insediamento del Premier greco:

Congratulazioni a Kyriakos Mitsotakis per il giuramento come primo ministro. Non vedo l’ora di continuare la nostra cooperazione, per dare risultati ai cittadini greci e a tutta l’Ue” ed ancora “I nostri obiettivi sono crescita e occupazione, successo nella transizione climatica e digitale, con il sostegno del Next Generation Eu“.

Il Parlamento europeo che dichiara di difendere le “libertà e i diritti umani”, tace, mentre si legalizzano forme di schiavismo che mai avremmo voluto riapparire sul suolo europeo e di qualsiasi popolo. I silenzi della politica sono lo spirito di un tempo senza anima e senza ragione. Nessun dio verrà a salvarci, per cui solo i popoli che ritornano in piazza possono difendere i diritti e spezzare le catene a cui vorrebbero aggiogarli. Le parole di Marx risuonano:

“”Proletari di tutti i Paesi, unitevi!”

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