LA PAURA DELLA LIBERTÀ da IL SIMPLICISSIMUS e QUOTIDIANO NAZIONALE
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
9040
post-template-default,single,single-post,postid-9040,single-format-standard,stockholm-core-2.3.2,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-9.0,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_menu_,wpb-js-composer js-comp-ver-6.7.0,vc_responsive

LA PAURA DELLA LIBERTÀ da IL SIMPLICISSIMUS e QUOTIDIANO NAZIONALE

La paura della libertà

 5 Agosto 2022  

Gli italiani in questo frangente della storia sembrano un po’ quegli animali vissuti troppo a lungo in cattività e che una volta portati nel loro habitat naturale per essere liberati temono di uscire dalla gabbia, annusano l’aria, si sentono inquieti, ma non varcano la soglia e anzi tentano di rifugiarsi nella parte della gabbia più remota. Certo non sono facilitati nell’uscire in campo aperto  da un milieu politico che da oltre mezzo secolo si è completamente adattato, in ogni sua componente, ad essere garanzia della svendita di sovranità globalista, sia essa determinata direttamente da Washington che mediata da Bruxelles. Le scaramucce alle quali abbiamo assistito negli ultimi anni sono state messe in scena con le spade spuntate.: alla fine della licenza si tocca, ma non rimane nemmeno un livido.  L’idea che, non dico la prosperità, ma almeno un certo benessere possano derivare solo dalla dipendenza è ormai così radicato che solo le generazioni nate negli anni del dopoguerra ricordano come il boom economico sia in stato gran parte determinato anche dalla possibilità di manovra fra i due blocchi permessa dal fatto che il Paese pur sotto le grinfie della Nato e dell’occupazione militare americana con tanto di truppaglia clandestina,   , aveva anche il più grande partito comunista dell’occidente e poteva dunque permettersi qualche politica industriale, sociale ed estera non proprio sdraiata. Ma di questo non ne esiste quasi ricordo dopo la distruzione del sistema politico operata da mani pulite e l’ascesa di Berlusconi con i suoi neo barbari.

Ora però con il cambiamento di paradigma che si sta rapidamente realizzando nel passaggio tempestoso dall’unipolarità americana alla multipolarità planetaria, l’essere uno stato colonia dal punto di vista della moneta e del bilancio, dunque anche della politica sociale ed economica  non presenta più alcun vantaggio e diventa invece una terribile palla al piede: lo vediamo benissimo in questi mesi in cui siamo costretti a partecipare a sanzioni che ci stanno distruggendo senza però alcuna contropartita, anzi con terribili svantaggi in ogni caso, visto che saremo costretti a pagare molto di più l’energia senza però avere un industria ad alto valore aggiunto che possa realmente assorbire la nuova realtà. In altri anni una partecipazione sollecitata a questi livelli sarebbe stata ben remunerata, ma oggi lo stesso ufficiale pagatore d’oltreoceano non ha più la possibilità di farlo, anzi ci costringe a comprare i suoi prodotti più costosi, ecologicamente  disastrosi  e di qualità inferiore. Ha solo gli spiccioli che servono a remunerare chi sta dalla sua parte, insomma la propina pour les employeurs . Ma ancora peggio è il fatto che il sistema politico istituzionale si è selezionato nel suo insieme  come attività amministrativa di una sovranità che risiede altrove e non saprebbe nemmeno da dove cominciare per cambiare le cose e per adattarsi al nuovo mondo che si va formando. Non c’è né l’intelligenza, né la cultura, né la spinta per farlo. Del resto nessuno dei personaggi eminenti di questa Italia in via di scomparsa ipotizza di poter spezzare le catene: anzi essi vivono proprio grazie a uno status coloniale senza il quale nessuno avrebbe pensato di chiamarli a qualunque responsabilità: conoscono solo la squallida furbizia elettorale per cui prima delle urne concedono qualcosina su stipendi e pensioni che per forza di cose dovranno rimangiarsi e con pesantissimi interessi subito dopo l’immancabile vittoria nelle urne, oppure tentano di escludere completamente la presenza di un’opposizione , Certo l’invedibile teatrino dove si svolge la commedia  destra – sinistra con la quale pensano di catturare i voti del quoziente zero, di chi ancora va dietro a etichette prive di senso, contribuisce a far pensare che si tratti di vere elezioni, mentre sono soltanto una farsa  e nessuno ha un programma diverso da fare esattamente ciò che chiedono Washington e Bruxelles.

Salvo che la capitale europea potrebbe tranquillamente saltare il prossimo inverno, quando i cittadini del continente capiranno finalmente e completamente che hanno dato retta soltanto a chiacchiere vuote sulla cattivissima Russia e sulla facilità di sostituire le fonti di approvvigionamento dell’energia: capiranno di essere stati giocati per l’ennesima volta. e persino in Italia, paese così amante della messa in scena si vedrà che  nessuno dei signori seduti in Parlamento e nei vari palazzi del potere ha la minima idea di cosa fare, che sono stati al gioco, senza sapere cosa esso comporta. E’ probabile che la necessità  di una qualche trasformazione del Paese, che potrebbe anche presentarsi con urgenza, casomai la costruzione europea dovesse implodere magari dopo un virata della Germania (la visita a Mosca dell’ex cancelliere Schroeder è fin troppo indicativa in questo senso)  perché ormai la politica continentale e monetaria ha esaurito i suoi vantaggi.  Cosa faremo a quel punto? Credo che almeno le piazze dovrebbero essere pronte a rintuzzare un tentativo autocratico che probabilmente si sta già preparando nei dettagli.

Ucraina, Schroeder: “Per Putin guerra e crisi del gas possono finire con un negoziato”

L’ex cancelliere tedesco ha incontrato Putin a Mosca: “La crisi del gas si può superare subito, Nord Stream 2 è pronto”. Ma Scholz frena: “È un bluff russo”. Anche gli ucraini non ci credono

Vladimir Putin e l’ex cancelliere Gerhard Schroeder si sono incontrati a MoscaRoma, 3 agosto 2022 – Per far terminare la guerra in Ucraina si può raggiungere una soluzione negoziata con la Russia. È “la buona notizia” comunicata dall’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder dopo aver incontrato Vladimir Putin la scorsa settimana a Mosca. In un’intervista pubblicata oggi sulla rivista Stern, e rilasciata anche alla tv Rtl, l’ex cancelliere socialdemocratico – da mesi al centro di polemiche per le sue relazioni troppo strette con la Russia – ha dichiarato di ritorno da Mosca che “la buona notizia è che il Cremlino vuole una soluzione con negoziato”.

Schroeder e la crisi del gas: “Nord Stream 2 è pronto”

Sulla questione della crisi del gas , l’ex cancelliere tedesco ha spinto perché la Germania attivi per la prima volta il gasdotto Nord Stream 2 , bloccato da Berlino proprio in risposta all’invasione russa dell’Ucraina. Il Nord Stream 2 ” è pronto . Se le cose si fanno davvero difficili, c’è questa pipeline, e con entrambi i gasdotti Nord Stream non ci sarebbe alcun problema di approvvigionamento per l’industria tedesca e le famiglie tedesche”, ha detto Schroeder. Da tempo l’ex cancelliere è molto criticato in Germania per la sua stretta amicizia con Putin e per i suoi ruoli nelle aziende energetiche russe, in particolare per i suoi trascorsi nel consiglio di vigilanza della società Gazprom , una posizione che Schroeder ha dovuto smetire a maggio di aver rinnovato.

Putin conferma: “Possiamo dare tutto il gas all’Europa entro fine anno” 

L’incontro di settimana scorsa tra Putin e Schroeder è stato confermato anche dal Cremilino attraverso il suo portavoce Dmitri Peskov che ha aggiunto che l’ex cancelliere tedesco si è detto “preoccupato” per la crisi energetica in Europa e ha chiesto spiegazioni a Putin. Il leader del Cremlino ha quindi spiegato all’ex cancelliere che il nuovo gasdotto Nord Stream 2 potrebbe fornire, al suo massimo, 27 miliardi di metri cubi di gas all’Europa entro la fine dell’anno 

Vladimir Putin aveva recentemente proposto l’attivazione del Nord Stream 2 per compensare i tagli del flusso di gas russo verso la Germania tramite il Nord Stream 1 (che trasporta attualmente solo il 20% delle proprie capacità). Secondo la versione della Russia, il Nord Stream 1 avrebbe delle problematiche tecniche legate a una turbina mancante di proprietà di Gazprom fatta riparare in Canada ma che non verrebbe riconsegnata dai tedeschi. 

Scholz e   la turbina di Nord Stream 1: “É un bluff russo”

Ma, proprio ieri, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha dichiarato che si tratta di un “bluff” di Putin e che Berlino non crede alle giustificazioni di Mosca sulla turbina mancante di Nord Stream 1. Il ministro tedesco di Economia e Clima, Robert Habeck , ha già ribadito che la turbina in questione sarebbe comunque pronta per la consegna alla Russia dal 18 luglio, ma che “Mosca farebbe di tutto per non prenderla. Si tratta di una farsa”. 

Una posizione che il cancelliere tedesco Scholz ha rilanciato oggi andando a ispezionare  in un deposito di Mülheim an der Ruhr la turbina riparata in Canada, la cui assenza – sostiene Mosca – starebbe provocando la riduzione dei flussi di gas in Germania attraverso il gasdotto Nord Stream 1. “La turbina è lì può essere consegnata – ha confermato Scholz dopo che la società Siemens Energy ieri ha confermato che è pronta per il trasporto in Russia.  “Tutte le ragioni tecniche presentate non sono comprensibili sulla base dei fatti”, ha aggiunto il cancelliere, riferendosi al fatto che per Berlino in realtà Mosca ha ridotto le forniture di gas per punire la Germania per il sostegno dato all’Ucraina: “Consegnando la turbina noi andiamo a scoprire il bluff di Putin”. A questo punto Mosca “deve solo fornire le informazioni doganali necessarie per il suo trasporto verso la Russia” ha aggiunto Scholz parlando a margine della visita all’impianto industriale nella regione della Ruhr.

Non si è fatta attendere la replica da Mosca . Il portavoce del Cremlino Peskov, dopo l’accusa del cancelliere Scholz su Mosca che mette ostacoli al rientro della turbina per ‘ragioni politiche’, ha dichiarato: “Gazprom, in quanto fornitore e proprietario di questa turbina, è semplicemente obbligata a ottenere documenti che dimostrino che si tratta di un prodotto autorizzato. Dobbiamo essere sicuri che sia autorizzato e dobbiamo essere sicuri che, sulla base delle sanzioni , la società britannica, una filiale della Siemens, non spegnerà a distanza questa turbina”, ha detto Peskov.

Per gli ucraini Schroeder è una “voce di corte russa”

Il consigliere presidenziale ucraino Mykhaïlo Podoliak ha risposto su Twitter alle dichiarazioni di Gerhard Schroeder su una “soluzione negoziata” alla guerra. Scrivendo il suo nome “Shredder”, lo ha definito “la voce della corte reale russa “. “Mosca sta alzando il livello di terrore con una mano e invitando alla resa con l’altra”, ha aggiunto. “Se i russi vogliono un dialogo, dipende da loro. Iniziando prima e mettendo in atto un cessate il fuoco , poi il ritiro delle truppe”, ha detto. 

Nella stessa intervista alla rivista Stern l’ex cancelliere tedesco aveva addotto come prova dell’intenzione del Cremlino di volere “una soluzione negoziata” l’ accordo sui cereali firmato a fine luglio, definendolo il primo passo verso un “armistizio”. L’ex cancelliere ha detto inoltre di considerare “aberrante” l’idea che l’Ucraina si riprenda la Crimea, annessa alla Russia dal 2014, e ha avanzato l’ipotesi di un Paese militarmente neutrale e una soluzione sul modello dei “cantoni svizzeri” per il Donbass.

No Comments

Post a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.