MERKEL: GLI ACCORDI DI PACE? UN TRUCCO da IL SIMPLICISSIMUS
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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MERKEL: GLI ACCORDI DI PACE? UN TRUCCO da IL SIMPLICISSIMUS

La Merkel rivela: gli accordi di pace erano un trucco per preparare la guerra

9 Dicembre 2022

Non ho controllato con abbastanza scrupolo e nemmeno avevo voglia di immergermi nell’informazione mainstream, sempre più torbida e stupida ma credo che nessuno abbia riportato almeno con il dovuto risalto un’intervista rilasciata dalla signora Merkel al quotidiano Die Zeit: eppure si tratta di una vera bomba che cambia totalmente la lettura della vicenda ucraina e punta un dito accusatore contro l’ occidente e non contro la Russia da parte di una persona che è stata centrale negli eventi.  Bastano poche righe per comprendere la portata di ciò che ha detto e che ribalta il “rosario” occidentale: : “l’accordo di Minsk del 2014 è stato un tentativo di dare tempo all’Ucraina che ha usato questo tempo per diventare più forte, come osa fare ora che in Europa è scoppiato un conflitto militare su larga scala.  può  vedere oggi. L’Ucraina del 2014/15 non è l’Ucraina di oggi”. Dunque il vero scopo di quegli accordi non era arrivare risolvere i nodi del conflitto e di mettere le baso della pace, ma solo di dare tempo all’Ucraina di armarsi e di prepararsi alla guerra. Insomma un semplice trucco.

Facciamo un passo indietro e torniamo al febbraio del 2015 quando i reparti ucraini  che bombardavano città e villaggi del Donbass erano stati praticamente circondate dalle truppe delle repubbliche separatiste nella sacca di Debaltseve, facendo temere il crollo di tutto il teatrino messo in piedi a Maidan: a quel punto e solo quando gli ucraini stavano per prendere una terribile e decisiva batosta, l’occidente e la Merkel in prima persona “scoprirono” improvvisamente le virtù della diplomazia e così la cancelliera, il presidente francese  François Hollande, invitarono Putin, i rappresentanti del Donbass e l’allora presidente ucraino Petro Poroshenko a colloqui di pace che si svolsero a Minsk. Significativo in quest’ambito l’assenza degli Usa che di fatto detenevano il potere a Kiev, ma che evidentemente non volevano avere le mani legate.  Dopo un ‘intera notte di trattative venne firmato l’accordo che prevedeva un cessate il fuoco e uno status speciale per il Donbass. “La via d’uscita dalla crisi sta nel rigoroso rispetto dell’accordo di Minsk, È una tabella di marcia verso la pace” disse la Merkel dopo la sigla di questo patto.

Invece adesso sappiamo dalla stessa Merkel che in sostanza si trattava di un trucco per salvare le truppe ucraine e cominciare un programma di riarmo massiccio. Non è certo un caso se poi Germania e Francia non abbiano mosso un dito per far rispettare gli accordi, di cui erano garanti sia nella prima versione che nella seconda: si trattava solo di un mezzo per prendere tempo e militarizzare Kiev. E’ vero che le stesse cose sono state dette in maniera assolutamente chiara da un altro dei protagonisti di quegli accordi, ovvero Poroshenko: “Oh andiamo! Avevo bisogno che questo accordo di Minsk durasse almeno quattro anni e mezzo per addestrare le forze armate ucraine, costruire l’economia ucraina e addestrare le forze armate ucraine insieme alla NATO per creare le migliori forze armate dell’Europa orientale”. Ma certo acquistano maggior forza se a svelare il retroscena della falsa pace occidentale vengono  sostenute pure  dal personaggio che più di tutti gli altri ha contribuito alla costruzione di questa Europa, Fanno ancora più impressione, l’impressione che la Merkel cominciò a fare al vecchio Kohl, dopo averla lanciata nel mondo della politica e averne fatto il proprio successore: “Era una donna senza carattere, quando la guardavi volevi solo farti il ​​segno della croce”.

Rimane da capire perché la Merkel che ha concesso non più di tre o quattro interviste da quando ha lasciato la carica di Cancelliere, abbia fatto questo autodafé quando invece aveva taciuto in estate, riversando sulla Russia tutta la colpa in occasione di un’altra intervista. Forse si è accorta con notevole ritardo che la vera vittima di tutta questa operazione a cui lei si è prestata era proprio l’Europa? Forse adesso vorrebbe ritornare al tavolo della pace rendendosi conto che il governo venuto dopo di lei è del tutto incapace di una qualunque autonomia, se non addirittura complice degli Usa nella distruzione del continente? La ex cancelliera non ha spiegato cosa fare ora che in Europa è scoppiato un conflitto militare su larga scala e che il piano occidentale di piegare la Russia è completamente saltato, si è limitata a tirare fuori dal cassetto l’ignominia di ieri forse sperando che cominciando a ribaltare la narrativa qualcosa possa cambiare. Ma temo che sia ormai troppo tardi.

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