FERRAJOLI: “SEPARAZIONE DELLE CARRIERE? TRUFFA PER CONTROLLARE I PM E LA LIBERTÀ DI CORRUZIONE” da IL FATTO
“Separazione delle carriere? Truffa per controllare i Pm e la libertà di corruzione”: intervista al giurista Luigi Ferrajoli
Liana Milella 26 Gennaio 2026
“Puntano a indebolire il Csm per aggredire i giudici”
La separazione delle carriere? “Una truffa”. Il giurista Luigi Ferrajoli, una vita spesa sulla filosofia del diritto, ne parla così. Da quando la riforma Nordio è giunta alla quarta votazione ripete: “Un falso obiettivo, essendo già stata realizzata. Un atto politico contro i giudici”.
L’ultima arriva da Tajani che mette in dubbio se sia “giusto o meno conservare la polizia giudiziaria sotto l’autorità dei Pm”.
È l’ennesimo segno dell’analfabetismo istituzionale di questo governo e della posta in gioco dietro il falso obiettivo della separazione: sopprimere, se la destra si sentirà autorizzata dalla vittoria del Sì, un altro fondamentale principio della Carta: “L’autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria”.
Anticamera del Pm sotto l’esecutivo?
L’iniziativa penale passerà alla polizia e perciò al governo. L’indipendenza del Pm sarà di fatto soppressa. Via libera alla corruzione e a tutti i delitti dei potenti.
Lei è stato allievo di Bobbio. Come avrebbe giudicato la riforma?
Si sarebbe indignato per il metodo. La riforma è nata da una proposta governativa rimasta inalterata fino all’ultimo voto. La Costituzione non si cambia così. Bobbio ricordava spesso la tesi di Calamandrei: le riforme costituzionali sono di competenza esclusiva del Parlamento e “il governo non deve avervi nessuna ingerenza”.
L’opposto di quanto è avvenuto.
Qui, addirittura, abbiamo avuto il sì su un testo volutamente blindato, all’evidente scopo di deturpare la Costituzione con una modifica di parte. La richiesta del referendum confermativo da parte della stessa maggioranza trasforma la consultazione popolare in un plebiscito interamente politico.
Un anticipo sulle elezioni 2027?
Mi pare evidente che una vittoria del Sì aprirebbe la strada al premierato elettivo. Morirebbe la Costituzione antifascista nata dalla Liberazione. Sarebbe la costituzione della destra. I padri costituenti non sarebbero più Terracini e Calamandrei, Dossetti e Foa, Mortati e Basso. Sarebbero Meloni, Nordio, Salvini, Tajani.
Nordio si vanta di “portare a termine il lavoro di Vassalli, eroe della Resistenza”. Vero o falso?
Vassalli non ha nulla a che vedere con questo obbrobrio.
Ha visto gli attacchi della destra a Barbero?
La maggioranza e suoi sostenitori non tollerano il dissenso. E non sanno cosa sia il confronto civile.
Smentisce la teoria del Guardasigilli sulla separazione figlia del nuovo codice di procedura penale?
La separazione è stata già realizzata dalla riforma Cartabia. Oggi i passaggi da un ruolo all’altro sono lo 0,4%. Sarebbe bastata una leggina ordinaria.
E cosa vogliono allora?
L’obiettivo è mettere un primo timbro post-fascista sulla Carta e aggredire il potere giudiziario indebolendo il Csm. Come avviene in tutte le autocrazie elettive intolleranti del controllo giudiziario sulle loro illegalità.
Dice Nordio su Gelli: “Se la sua opinione sulla separazione era giusta non vedo perché non la si debba seguire”.
Di nuovo il falso argomento che occulta le vere finalità della riforma. Anche nel progetto Gelli le proposte sulla magistratura si inserivano, non a caso, in un piano di demolizione della nostra democrazia costituzionale.
Ora Nordio dice che le toghe del No non devono più citare Gelli perché si alimenta “lo scontro politico”. E lui allora?
È il governo che ha creato lo scontro con quest’insensata riforma blindata. I tempi strettissimi per la campagna referendaria sono la prova che si vuole proprio lo scontro, e non il confronto e la più ampia informazione.
Il Guardasigilli accusa il Csm di “esondare” perché “dà giudizi politici”. Parla dei pareri su prescrizione, carriere, sicurezza. Vuole un Csm muto e in stile nominificio?
Quei pareri fanno parte da sempre dell’attività del Csm, e non sono vincolanti. La reazione di Nordio è il sintomo clamoroso del suo fastidio per il confronto con la cultura giuridica.
I 10mila giudici possono subire l’onta del sorteggio?
È un atto di sfiducia nell’autogoverno dei magistrati. Equivale a negare il ruolo del Csm quale istituzione deputata al governo della magistratura e alla difesa della sua indipendenza.
“Non ci saranno più casi Garlasco”, promettono dal Sì.
È una sciocchezza.
La magistratura uscirà con le ossa rotte?
Se vince il Sì uscirà con le ossa rotte il nostro stato di diritto. Per la destra sarebbe il via libera alle sue controriforme, al premierato elettivo, al primo passo verso la discrezionalità dell’azione penale e al pm sotto l’esecutivo. È questo il vero obiettivo, unito al mutamento della paternità della nostra Costituzione.
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