ELEZIONI, IL TEMPO DELLE SCELTE SOSTENIBILI da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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ELEZIONI, IL TEMPO DELLE SCELTE SOSTENIBILI da IL MANIFESTO

Elezioni, il tempo delle scelte sostenibili

PROPOSTE. Il Wwf presenta un documento rivolto ai partiti con 4 proposte non più rinviabili: «E’ da irresponsabili ipotizzare una transizione ecologica lenta»

Dante Caserta  15/09/2022

Innalzamento della temperatura, perdita di biodiversità, consumo del suolo, inquinamento: la prossima legislatura sarà cruciale per contrastare la crisi ambientale in atto. Ma, nonostante il pressante richiamo della comunità scientifica, la politica continua ad adottare le proprie decisioni più in ragione degli interessi elettorali che dei dati conclamati. La legislatura 2018/22 non ha inciso sulle emergenze ambientali nazionali e globali: vi sono state alcune importanti novità, a partire dall’introduzione della tutela dell’ambiente nella Costituzione, ma se si guardano gli indicatori ambientali la situazione non è certo migliorata. È importante che i partiti si rendano conto che non possiamo permetterci di sprecare anche la prossima legislatura che, salvo imprevisti, si concluderà nel 2027.

PER RAGGIUNGERE gli obiettivi posti al 2030 dall’Unione Europea al fine di contrastare il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità si deve agire in questa legislatura attraverso leggi, piani e programmi non più rinviabili. Ed è da irresponsabili anche solo ipotizzare una «transizione ecologica più lenta» perché questa, non consentendo di centrare gli obiettivi fissati, finirebbe per essere inutile. In vista del voto, il Wwf Italia ha così presentato il documento Elezioni politiche 2022: il tempo delle scelte sostenibili (www.wwf.it) con una serie di proposte suddivise tra politiche ambientali per la legislatura e interventi normativi, nuovi o di riordino, da adottare al più presto.

È TEMPO DI FARE DELL’AMBIENTE il baricentro dell’azione politico-amministrativa in tanti settori, dall’utilizzo del suolo alla tutela della biodiversità, dal contrasto all’innalzamento delle temperature all’economia circolare, e così via. L’obiettivo europeo di ridurre le emissioni nette di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 sarà per il prossimo Parlamento il primo banco di prova su cui applicare il principio dell’interesse delle generazioni future alla tutela di ambiente, biodiversità ed ecosistemi, sancito dalla riforma dell’art. 9 della Costituzione.

AL TEMPO STESSO, IL CONTRASTO al cambiamento climatico, oltre ad un nuovo paradigma energetico sia per le produzioni che per i consumi, necessiterà di una tutela più efficace degli ecosistemi da cui dipendono l’assorbimento dei gas serra e la maggiore capacità dei territori di assimilare gli sbalzi meteorologici connessi al cambiamento climatico. Il documento Wwf contiene così quattro proposte di interventi legislativi da attuare al più presto.

IL CODICE DELLA NATURA. L’Italia è tra i Paesi europei più ricchi di biodiversità. Attraverso i servizi ecosistemici che garantisce, questo grande patrimonio naturale permette di contrastare i cambiamenti climatici e di sopportarne meglio gli effetti. Nonostante ciò, la nostra legislazione sulla tutela della natura è frammentata e carente: la stessa protezione della fauna è garantita da una legge che è sostanzialmente destinata alla gestione venatoria. È tempo che il nostro Paese si doti di un Codice che riunisca, sistematizzi, semplifichi e innovi la legislazione sulla tutela della natura per rispondere meglio agli obiettivi della Strategia Europea sulla Biodiversità e della sua declinazione nazionale. E nel Codice dovrà trovare posto anche il Garante della Natura, una Authority che, da una posizione di terzietà, monitori e solleciti le attività dei tanti soggetti istituzionali coinvolti nella gestione del capitale naturale.

LEGGE SUL CONSUMO DI SUOLO. In Italia ogni secondo vengono cementificati 2 metri quadrati di suolo: il cemento copre così 21.500 km 2 di suolo e solo gli edifici occupano 5.400 km 2 (una superficie pari alla Liguria). La cementificazione contribuisce a rendere il nostro Paese meno sicuro perché, impermeabilizzando il suolo, si aumenta il rischio di disastri. In Italia si discute di una legge sul consumo del suolo dal 2012 e nel frattempo la Commissione Europea nel 2021 ha approvato la nuova Strategia europea per il suolo impegnandosi a promuovere una Direttiva sul tema entro il 2023, rendendo così ancora più urgente l’intervento del Parlamento che dovrà legiferare in una logica di «bilancio zero del consumo del suolo», stimolando il recupero delle aree già occupate: nelle sole aree urbane si potrebbe così intervenire su oltre 310 km 2 di edifici non utilizzati (Napoli e Milano messe insieme).

LEGGE SUL CLIMA. L’estate del 2022 è stata la più calda della storia in Europa. Il mese di luglio ha fatto registrare 2,26 gradi in più rispetto alla media italiana dal 1800 e gli eventi estremi legati ai cambiamenti climatici si registrano sempre più frequentemente. Cosa fare per contrastare l’innalzamento della temperatura è noto, ma manca uno strumento legislativo per superare la fase degli impegni verbali e passare a quella delle azioni. Come fatto da 21 Paesi europei, l’Italia deve approvare una legge sul clima che fissi le azioni da compiere per raggiungere gli obiettivi a medio e lungo termine. Prevedendo la neutralità climatica entro il 2050 nella legislazione, peraltro, si faciliterebbe la programmazione economica, si attirerebbero investimenti green, si aumenterebbero responsabilizzazione delle imprese e dei cittadini e si potrebbe eliminare il sistema dei sussidi ambientalmente dannosi che ogni anno ci costa oltre 35 miliardi che potrebbero essere investiti invece su politiche di settore e aiuti concreti per cittadini e imprese.

DARE ATTUAZIONE ALLA RIFORMA costituzionale dell’art. 41. A febbraio la tutela dell’ambiente, nella corretta accezione di biodiversità ed ecosistemi, è stata introdotta nell’art. 9 della Costituzione. La nuova formulazione dell’art. 41 ha poi riconosciuto che l’attività economica incontra un limite nella tutela dell’ambiente. Che l’iniziativa economica privata non possa esercitarsi danneggiando ambiente e salute, però, non deve rimanere solo una affermazione di principio: servono norme che intervengano in modo preventivo sui procedimenti autorizzativi e, in caso di danno ambientale, consentano efficaci interventi per rimediare.

«Rinnovabili Day», per il clima e la pace

EVENTI. Domenica 18 maratona on line per un dibattito sulla transizione verso le fonti di energia pulita. Organizzano venti associazioni ambientaliste

Daniela Passeri  15/09/2022

Negletto in questa campagna elettorale o liquidato in poche, scontate battute nei faccia a faccia, il dibattito sulla transizione verso le fonti di energia rinnovabili avrà questa domenica 18 settembre un suo spazio dedicato in una maratona on line su Facebook dalle ore 16 alle 22. Sarà un Rinnovabili Day «per la pace, il clima e …il portafoglio» promosso da 20 associazioni nazionali coordinate dall’associazione Cittadini per l’Italia Rinnovabile per chiedere alla politica garanzie e impegni precisi.

L’EVENTO, A CUI SONO STATE INVITATE tutte le liste presenti alle elezioni del 25 settembre, è promosso da associazioni ecologiste storiche come Legambiente, Wwf, Kyoto Club, Isde (medici per l’ambiente), iniziative come Ecofuturo, Ecolobby, Ecolò, Rinascimento Green, Cetri-Tires, dai movimenti Fridays for Future ed Extinction Rebellion, da associazione imprenditoriali della filiera delle rinnovabili come Coordinamento Free, Italia Solare, Arse (produttori di pompe di calore), Cib (biometano) e Giga (geotermia e ambiente), dalle riviste di settore QualEnergia e Greenreport, e anche dall’Arci nazionale.

«A TUTTI I CANDIDATI CHIEDIAMO di rispondere alla nostra agenda politica con un breve video, con un post e di rendersi disponibili a intervenire in diretta», spiegano gli organizzatori.

NON E’ UN’AGENDA POLITICA CHE SI POSSA affrontare per slogan quella di Cittadini per l’Italia Rinnovabile: sbloccare nei primi 100 giorni di governo le decisioni su tutti i 150 GW di energia rinnovabile che già hanno richiesto l’allacciamento a Terna; garantire iter autorizzativi inferiori a due anni, come richiesto dalla Unione europea, eliminando ogni anacronistico potere di veto; riscrivere il Piano nazionale Energia e Clima, adeguandolo alle nuove ambizioni europee (Fit for 55%).

OBIETTIVI AMBIZIOSI E SFIDANTI che mirano a trasformare il modo di produrre energia per affrancarsi progressivamente dalle forniture di combustibili fossili, non solo quelle russe: per questo è necessario agire al più presto sul Capacity Market (il meccanismo che remunera gli impianti che garantiscono la disponibilità di potenza flessibile per la gestione dei picchi di carico e della potenza intermittente da vento e sole) che è da ripensare per favorire e incentivare – invece degli impianti a gas e carbone come avviene oggi – l’accumulo di energia da produzione rinnovabile.

SUL TAVOLO DI DISCUSSIONE del Rinnovabili Day ci saranno le comunità energetiche da finanziare; un piano di interventi per contrastare la povertà energetica che si annuncia come un’emergenza sociale in vista delle bollette che arriveranno il prossimo inverno; modifiche al Superbonus 110% per migliorarlo ed estenderlo all’edilizia pubblica; un intervento sugli ultimi decreti del governo Draghi che hanno penalizzato chi ha investito in rinnovabili; la tassazione degli extra-profitti e l’azzeramento dei sussidi ambientalmente dannosi che libererebbero ulteriori risorse necessarie alla transizione.

SARA’ NECESSARIO INOLTRE ACCELERARE sulla mobilità elettrica, sia pubblica che privata, anche grazie all’installazione di un adeguato numero di colonnine di ricarica, tagliando al contempo ogni sussidio alle auto a motore endotermico (benzina e diesel). La sfida delle rinnovabili si vince puntando e accelerando anche su agri-voltaico (integrazione dell’energia fotovoltaica con la produzione agricola) e con il biometano da sottoprodotti dell’agricoltura ed effluenti zootecnici.

NEL RINNOVABILI DAY SI CHIEDE infine un passaggio di tipo culturale per «favorire una visione positiva delle energie rinnovabili: pensare meccanismi, purché automatici, uguali per tutti e trasparenti (niente spazio a trattative caso per caso, estenuanti e opache), per avvantaggiare i territori che ospitano grandi progetti di produzione rinnovabile», ed uscire dal conflitto tra produzione di energia rinnovabile e tutela del paesaggio mediante una pianificazione adeguata. Per questo si chiede ai candidati di tutti i partiti l’impegno a organizzare campagne e un vero e proprio dibattito pubblico con le regioni, le associazioni di categoria, i gruppi ambientalisti e l’Università.

INTERVENTI ALLA MARATONA ON LINE già assicurati sono quelli di Gianni Silvestrini, Francesco Ferrante, Annalisa Corrado, Fabio Roggiolani, Katiuscia Eroe, Agnese Casadei, Luca Sardo, Giovanni Mori, Sergio Ferraris, Michele Dotti, Elena Pagliai, Gaia Pedrolli, Mauro Romanelli, Riccardo Bani, Giovanni Graziani, Averaldo Farri, Stephanie Brancaforte.

I CANDIDATI CHE HANNO GARANTITO la propria partecipazione sono: per il Pd Chiara Braga, per il centrosinistra Rossella Muroni, per il M5s Livio de Santoli, Patty l’Abate e Tony Trevisi, per Più Europa Simona Viola, per Noi Moderati Sergio Santoro, per Sin Italiana/Verdi/Possibile Angelo Bonelli, per Unione Popolare Francesca Conti e Maurizio Acerbo.

L’EVENTO SI SVOLGE ON LINE SULLE PAGINE Facebook dei promotori e sulla pagina di Ecolobby: www.facebook.com/EcoLobby

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