Officina dei saperi | “Scandalo” ONG: neonazisti o ipocriti? Una lettera aperta
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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“Scandalo” ONG: neonazisti o ipocriti? Una lettera aperta

di Edoardo SALZANO, da “eddyburg“, 11 giugno 2017

LETTERA APERTA A QUANTI SI SCANDALIZZANO SE LE O.N.G. HANNO CONTATTO CON GLI SCAFISTI

Due sono i casi: o siete d’accordo con Matteo Salvini e gli altri neonazisti (ce ne sono tanti in giro, malamente mascherati), e vi augurate che i milioni di africani  e mediorientali che fuggono dagli inferni che oggi abitano affoghino, oppure siete dagli ipocriti.

In apparenza, meglio essere ipocriti che assassini. Ma a volte l’ipocrisia può essere peggiore: nasconde sotto una maschera di benevolente umanità una persona che persegue il medesimo risultato pratico, uccidere per conto terzi. Forse è peggio essere un Minniti che un Salvini.

Criminale è infatti ogni politica che assuma il respingimento dei profughi come obiettivo primario.

Persone che hanno la capacità di leggere almeno un giornale non possono non sapere quali sono le cause che generano l’esodo di milioni di persone, famiglie, gruppi etnici  verso i paesi dove si vive come noi viviamo: in Europa, al riparo da guerre, persecuzioni, assenza di nutrimento e di riparo.

Chi ha la competenza necessaria per scrivere un articolo su un giornale, o di preparare un servizio per la televisione, o di fare una lezione in un’università, o tenere un corso in una scuola media o elementare, costui non può non aver percepito la vastità dell’inferno che si è prodotto nelle regioni da cui fuggono verso l’Europa.  E, di conseguenza, la dimensione dell’umanità che tenta di fuggire dal male in cui vive.

Le persone che hanno la capacità di guardare con occhi critici la storia di oggi, di ieri e dell’altro ieri non possono non sapere che quell’inferno non è stato prodotto dai suoi abitanti, né solo da governi corrotti, né solo da lotte tribali o religiose, ma dal pesante sfruttamento compiuto per secoli dai paesi del capitalismo, il quale ha utilizzato, come strumento del proprio dominio, anche la corruzione dei governi locali e l’accensione di sopiti conflitti etnici.

In una parola, l’esodo dagli inferni del mondo di oggi non cesserà finche non si sarà stati capaci di ristabilire equilibri che sono stati distrutti.

Sarà un processo lungo, e non vi sono segni che sia neppure iniziato nelle menti dei potenti della terra: quelli che hanno compreso quel che si dovrebbe fare sono pochi, e privi di  altri strumenti che non siano la predicazione.

Se così stanno le cose veniamo al punto di oggi: allo “scandalo” che sarebbe costituito dal fatto che le organizzazioni non governative si accorderebbero con gli uomini e le organizzazioni che, per danaro (poiché questo è lo strumento col quale si paga qualunque servizio nella società in cui viviamo) aiutano i migranti a fuggire dai loro inferni.

Che cosa dovrebbe fare chi volesse aiutare i profughi a fuggire? Forse aspettare che i trafficanti li abbiano gettati in mare, e raccoglierne i corpi inanimati o agonizzanti? Non so se le donne e gli uomini delle ONG siano degli eroi o degli angeli: so che, nell’assenza criminale degli stati, in assenza della predisposizione di canali protetti per l’esodo e di idonee strutture e politiche per l’accoglienza, sono gli unici che fanno ciò che deve esser fatto – se non si vuole riconoscere d’essere affini ai neonazisti alla Salvini.