Officina dei saperi | Lamezia 2.XII | Mezzogiorno: analisi e discussioni
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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Lamezia 2.XII | Mezzogiorno: analisi e discussioni

Sabato 2 dicembre 2017 a Lamezia terme, presso la sede di Progetto Sud, via Reillo, 5 dalle ore 10,30 si terrà un’assemblea di studiosi e cittadini sul tema Mezzogiorno. Analisi e discussioni intorno al Sud e alla Calabria. Apre la giornata di lavoro Don Giacomo Panizza, introduce Piero Bevilacqua.

Sono previsti interventi di intellettuali provenienti dal Sud e da tutta Italia, da Franco Arminio a Gianfranco Viesti, da Domenico Cersosimo a Tonino Perna, Da Angela Barbanente ad Amedeo di Maio, da Laura Marchetti a Vito Teti , da Battista Sangineto a a Saverio Russo, da Vittorio Mete a Massimo Veltri, ecc.

Al centro della discussione sono i problemi drammatici del nostro Sud ,che ha una disoccupazione giovanile ormai da anni intorno al 40%, 1 milione e 200 mila persone che non lavorano e non studiano, un tasso di disoccupazione femminile al 31,7%, mentre il 46% per cento della popolazione, quasi un individuo su due, è a rischio povertà.

Tale situazione ha raggiunto un punto drammatico di rottura della coesione sociale non più tollerabile, destinato a consegnare i nostri territori al dominio della corruzione e della criminalità. Per reagire a tale situazione e alla sorda inettitudine del ceto politico e dei governi, un gruppo abbastanza ampio di personalità ha deciso di riunirsi per discutere le iniziative i da intraprendere e per fondare un Osservatorio per il Sud, destinato a occuparsi costantemente dei problemi delle nostre regioni. Com’è noto, non mancano le istituzioni che analizzano costantemente le condizioni del Mezzogiorno. La SVIMEZ pubblica un prezioso rapporto una volta l’anno. Ma il rumore dura sui media solo qualche giorno. Oggi è necessario disporre di uno strumento di indagine, di denuncia e di lotta che dura tutto l’anno.

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