Officina dei saperi | In memoria di Concetto Pozzati, uno di noi
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
2014
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In memoria di Concetto Pozzati, uno di noi

di Vittorio BOARINI –

L’amico Concetto Pozzati, dopo lunga malattia, ci ha lasciato. Aveva attivamente collaborato a far decollare la nostra impresa, della quale era entusiasta, ma la sorte gli ha impedito di partecipare al suo consolidamento.

L’Officina dei saperi perde un compagno d’avventura, un artista straordinario, un intellettuale impegnato (era stato felicemente,fra il 1993 e il 1996, assessore alla cultura del Comune di Bologna), generosamente attento alle vicende sociali e politiche del nostro tempo.

Dopo un primo periodo informale, era diventato uno degli esponenti più prestigiosi della Pop Art italiana, distinguendosi dalla Scuola romana e dalle altre tendenze analoghe fiorite nel nostro paese, per aver dato vita originalmente a quella che è stata definita, richiamando un movimento culturale francese, La scuola dello sguardo, un’espressione nella quale Pozzati si riconosceva pienamente. Il passaggio dall’informale alla pop, analogamente alla evoluzione dell’arte americana a partire dall’Action Painting, ma in forma del tutto autonoma, costituisce il momento cardine della pittura di Pozzati per tutti gli anni sessanta e i primi settanta, cioè per il periodo che gli da fama in Italia e all’estero.

Naturalmente la sua ricerca artistica, sempre pronta a cogliere i fatti emergenti, le innovazioni, i tentativi di rottura con la tradizione, è continuata fino ai giorni nostri con risultati non di rado altissimi. È sufficiente pensare ai suoi tanti “Cicli”, iniziati fin dal periodo avanguardistico (doveroso ricordare almeno Il suicidio di Grosz del 1969 [vedi immagine a lato]), i titoli dei quali sono sempre programmatici, pur nella loro allusività. Fra i tanti scegliamo di indicare, anche per la sua vibrante denuncia, quello ispirato alle torture che venivano praticate nel carcere di Abu Graib in Iraq.

Numerosissime le mostre di importanza internazionale e la partecipazione alle grandi esposizioni di tutto il mondo (la Biennale di Venezia lo ha ospitato ben cinque volte). Era membro dell’Accademia di San Luca e aveva insegnato in alcune prestigiose Accademie di Belle Arti, percorrendo una carriera di docente, intrecciata con quella d’artista, culminata con la chiamata all’Accademia di Bologna, dove è stato maestro di pittura fino al raggiungimento dei limiti d’età. Numerosi gli allievi divenuti artisti di fama, poiché la vocazione a trasmettere i “segreti” del fare artistico era per Pozzati un’espressione privilegiata della sua generosità.

Abbiamo perduto un grande personaggio, ci consola che fosse uno dei nostri.

[fotografia di Vittorio Valentini, http://www.vittoriovalentini.it/galleria/studi-di-artisti-arte-pittura-scultura]