Officina dei saperi | La visione di Di Maio alla prova di Harvard
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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La visione di Di Maio alla prova di Harvard

di Nadia URBINATI, da “la Repubblica”, 5 maggio 2017

«La politica non conosce frontiere. Questa è la ragione della sua naturale qualità democratica: l’essere alla portata di tutti. E, inoltre, destare interesse in chi la studia non facendola. È successo a Luigi Di Maio, un politico molto tradizionale, ma di un movimento ben poco tradizionale. Questo lo rende un interlocutore interessante per chi studia la democrazia partecipativa, come gli harvardiani della Kennedy School of Government, con Archon Fung tra i più attivi e creativi studiosi di nuove forme di deliberazione, dal sorteggio alla consultazione popolare. In questo contesto, si comprende l’interesse (non di oggi) per il Movimento 5 Stelle, «populista e, sembra, di destra» (dice Fung) ma primo web-movement che in Occidente ha rivoluzionato la politica dei partiti. Di Maio si è ben preparato anche se molte delle domande ricevute venivano da suoi connazionali molto verbosi e polemici. Incalzarlo sulla sua strana idea di democrazia diretta sarebbe stato più interessante… Per continuare a leggere clicca qui.